
Tutte le conseguenze dell’addio alla moneta unica
di Ettore Lavini
ATENE — L’Europa si prepara ad alzare il sipario sulla madre di tutte le tragedie greche: l’addio di Atene all’euro. Il Partenone in crisi non trova la quadra per il nuovo governo e viaggia verso le elezioni-bis. E il vecchio continente allaccia le cinture di sicurezza in vista di un’Apocalisse finanziaria di cui tutti conoscono il copione ma nessuno è in grado di prevedere il finale. Unica certezza: il ritorno della dracma, se mai succederà, «non sarà indolore né per la Grecia né per la Ue», ha garantito Per Jansson, numero due della Banca di Svezia. E tra corse agli sportelli, crac da brividi, dazi, effetto-contagio (occhio all’Italia) e disordini sociali potrebbe costare all’Europa «100 miliardi in un anno», come ha vaticinato il presidente del Fondo salva-Stati Klaus Regling.
IL PRIMO ATTO
Il primo atto del possibile Calvario è già scritto: un fine settimana, a mercati chiusi, Atene formalizzerà a Bruxelles la sua uscita dalla moneta unica. Poi sarà il caos. La Banca di Grecia convertirà dalla sera alla mattina depositi, crediti e debiti in dracme, agganciandoli al vecchio tasso di cambio con cui il Paese è entrato nell’euro nel 2002: 340,75 dracme per un euro. Si tratta di un valore virtuale: alla riapertura dei listini, prevedono gli analisti, la nuova moneta ellenica si svaluterà del 40-70 per cento. Per evitare corse agli sportelli (i conti correnti domestici sono già calati da 240 a 165 miliardi in due anni), Atene sarà costretta a sigillare i bancomat, limitare i prelievi fisici allo sportello e imporre rigidi controlli ai movimenti di capitali oltre-frontiera.
IL PIL GIU’ DEL 20%
L’addio all’euro costerà carissimo ai greci: il Prodotto interno lordo, calcolano alcune proiezioni informali del Tesoro, potrebbe crollare del 20 per cento in un anno. I redditi andrebbero a picco, l’inflazione rischia di balzare del 20 per cento. Il vantaggio di competitività garantito dal “tombolone” della dracma sarà bruciato subito. La Grecia — che a quel punto non avrebbe più accesso ai mercati — sarà costretta a finanziare le sue uscite (stipendi e pensioni) solo con le entrate (tasse) senza potersi indebitare. E non potrà più contare né sui 130 miliardi di aiuti promessi dalla Trojka, nei sui 20,4 miliardi di fondi per lo sviluppo stanziati da Bruxelles. Di più: i costi delle importazioni (43 miliardi tra petrolio e altri beni di prima necessità nel 2011) schizzerebbero alle stelle mettendo altra pressione sui conti pubblici. Un Armageddon che rischia di far passare il memorandum della Trojka per una passeggiata. Il colpo di grazia per una nazione in ginocchio, reduce da cinque anni di recessione che hanno bruciato un quinto della sua ricchezza nazionale e con la disoccupazione al 21,7 per cento.
TORNANO I DAZI
In questa tragedia greca, l’Europa non avrà solo il ruolo di spettatore. Il pedaggio a carico del Vecchio continente — che un minuto dopo il ritorno della dracma potrebbe imporre dazi alle merci elleniche — è salatissimo. L’effetto contagio, tanto per cominciare, si tradurrà in una Caporetto per i mercati e una via crucis per Italia e Spagna. Gli spread, calcono gli algoritmi di Sungard, potrebbero salire del 20 per cento, le borse scendere del 15 per cento. Ma è solo l’antipasto. La Grecia — dove le banche saranno nazionalizzate — smetterà di pagare i debiti anche ai privati e così lo tsunami della dracma travolgerà diversi istituti di credito e molte imprese continentali. Una matassa inestricabile (anche legalmente), molto peggio di quella della Lehman che nel 2008 ha mandato in tilt il mondo.
I CALCOLI DI UBS
Italiani e spagnoli, ha calcolato Ubs un anno fa, pagherebbero tra i 9.500 e gli 11.500 euro a testa all’anno per l’addio all’euro di Atene. I tedeschi poco meno. Le cifre vanno aggiorante al rialzo: il debito di Atene a fine 2009 (301 miliardi) era tutto controllato da privati. Ora, grazie alla ristrutturazione, è sceso a 266 miliardi. E ben 194 sono in mano a paesi Ue, Bce e al Fondo Monetario. Se la Grecia non onorerà i suoi impegni come ha fatto l’Argentina, l’Apocalisse europea è belle e servita.
Categorie: Politica, cultura
Etichette: bancomat, dracma, euro, Europa, Grecia, lira, pensioni, stipendi
Che strano o forse no , leggendo le critiche di quasi tutti i commentatori sembra di vivere in un mondo che non c’è. La germania colpevole dei mali dell’europa del sud? come se fosse lei ad aver introdotto le beby pensioni , i cinque milioni di invalidi civili falsi al sud, i due milioni di posti statali in più , le false cooperative che depredano le casse dell’inps, il milioni di politicanti che fanno solo danni irreversibili, le prebende dei politici , sindacalisti ecc. una società non moderna , non europea , non civile insomma dedita alla malversazione, al raggiro, alla menzogna , al furto legalizzato e non , questo è l’italietta da sempre purtroppo cosa centra la germania? non è questione di destra o sistra o centro qui è una questione di civiltà di un popolo . Noi italiani non avendo fatto la riforma protestante non abbiamo potuto fare nemmenno la riforma liberale e quindi con le menti e la società siamo fermi a primqa di galileo cioè abbiamo 500 anni di ritardo nei confronti dell’europa , non possiamo prendercela che con noi stessi ed i potentati che ci controllano. vedasi malavita organizzata , e simili.
Di questa economia questa, non ci capisco un bel niente.
Quello, però, che di sicuro ho capito è che sarà apocalittico…. devastante.
Ma non la si poteva salvare prima sta nostra Madre Grecia?
E che dire sul fatto che coloro i quali allora decisero di non aiutarla o che le diede mano libera pur consapevoli che stava collassando soprattutto con i falsi bilanci, oggi si possano trovare nella condizione di condizionare ancora, la Grecia.
La cicuta o la garrota per me pari sono.
QUANTE CHIACCHIERE E QUI SI MUORE DI FAME SUL VERO SENSO DELLA PAROLA!!!!
È quindi? … sommossa? … alle armi?! … cosa facciamo?
Direi che un’uscita della Grecia dall’euro dovrebbe avvenire, ma in modo controllato. La stanno studiando, in modo che l’impatto sugli altri Paesi sia minimo.
Questo articolo pubblicato sulla prima pagina del quotidiano tedesco “Der Spiegel”, datato il 13 giugno 2012, (di cui riporto la traduzione di F. Becchi) spiega chiaramente la nostra situazione attuale, e chi sono i traditori del paese:
Con un’uscita dall’Euro ed un taglio netto dei debiti, la crisi interna italiana finirebbe di colpo. La nostra, invece, inizierebbe proprio allora. Una gran parte del settore bancario europeo si troverebbe a collassare immediatamente. Il debito pubblico tedesco aumenterebbe massicciamente perché si dovrebbe ricapitalizzare il settore bancario e investire ancora centinaia di miliardi per le perdite dovute al sistema dei pagamenti target 2 intraeuropei. E chi crede che non vi saranno allora dei rifiuti tra i paesi europei, non s’immagina neanche cosa possa accadere durante una crisi economica così profonda.
«Un’uscita dall’euro da parte dell’Italia danneggerebbe probabilmente molto più noi che non l’Italia stessa e questo indebolisce indubbiamente la posizione della Germania nelle trattative».
Non riesco ad immaginarmi che in Germania a parte alcuni professori di economia statali e in pensione qualcuno possa avere un interesse ad un possibile crollo dell’euro.
[Spiegel Online: Kurz vor dem Kollaps] (traduzione: Francesco Becchi)
Con la svalutazione della nostra vecchia e cara lira, l’imprenditoria nazionale riprenderebbe immediatamente le esportazioni per competitività. La Fiat ripartirebbe alla grande ingenerando un volano di piccole e medie imprese satellite, nel giro di pochi anni torneremo forti e competitivi sulle esportazioni, riducendo di molto la nostra bilancia delle importazioni poiché attingeremo di più dal mercato interno, uscendo dalla crisi e ri-nazionalizzando il paese e le sue strutture. Basta con la privatizzazione!!
Non ha reso migliore il paese, ma peggiore. I trasporti pubblici costano carissimi e sono peggio di quando erano statali. Senza parlare delle imprese di telecomunicazione, le quali hanno di fatto monopolizzato il mercato accordandosi tra di loro per maggiori profitti.
Se continueremo su questo piano, presto o tardi diranno che necessiteremo anche di privatizzare le sorgenti potabili delle acque pubbliche, e allora sì che saremo alla mercé di questa banda di tiranni assassini.
Signor M.Monti abbiamo capito chi sono i tuoi padroni. Ora vattene tu e loro dal nostro paese!
Dedicato, infine, alla maggioranza degli italiani: delinquenti e qualunquisti?
Naturalmente gli unici pochi italiani bravi buoni e onesti sono qui dentro…complimenti!!
Il ritorno alla liretta . ma scherzate ? Le ns aziende dopo una svalutazione diciamo del 25%/40% , sarebbero competitive per un anno o meno , il tempo di svuotare i magazzini , per poi ritrovarci in una situazione da incubo . Forse molti di voi dimenticano ,a differenza dell’ Argentina, che il nostro bel paese NON HA risorse primarie che TUTTE le materie prime DEVONO essere importate pagandole in DOLLARONI , la moneta standard delle materie prime . La benzina in un anno passera’ da 1.9 E(L 4000) a 10000 Lire ; e quando aumentano i costi dei trasporti delle merci sono guai . In conseguenza aumenteranno tutti i beni di prima necessità .L’inflazione ritornerà a due cifre . Ci sarà il crollo del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni . TUTTE .In confronto la perdita di potere del 4% avuta nell’ultimo anno sarà uno scherzo ,. I mutui ritorneranno al Ribor con balzo della rata . Sono abbastanza vecchio (60) per ricordarmi delle svalutazioni controllate dove noi poveracci , il 95% della popolazione , ciò quelli che non potevano permettersi l’esportazione all’estero dei capitali, subiva i contraccolpi dell’inflazione a due cifre . viceversa quel rimanente 5% esportava in Svizzera ; e in questo blog non mi sembra che ci siano paperoni . E smettiamola di dare tutte le colpe alla cattiva “Germania” . non è colpa dei tedeschi se abbiamo una delle peggiori classi politiche . Non è colpa dei tedeschi se il costo del lavoro non muta da 20 anni . Non è colpa dei tedeschi se abbiamo un debito enorme . Non è colpa dei tedeschi se abbiamo votato per 60 anni sempre gli stessi gattopardi i . Per mie esigenze ho fatto , in meno di 2 settimane , due brevi viaggi sui ferry boat Grimaldi , nel primo l’equipaggio eccetto la reception era finlandese/nordico , nel secondo era tutto italiano . Indovinate qual’era la nave più “efficiente” ? Ora sostituite la parola “ferry boat” con “paese” .
Ecco una voce discostante rispetto ai complottardi (non senza alcune ragioni) del ritorno alla lira. Cero è l’altra faccia della luna… Ma francamente la vedo più verosimile.. soprattutto nello sprofondamento del nostro potere d’acquisto sull’estro su cui largamente dipendiamo… vogliono forse ritornare al caffè alla cicoria? … Io lo preferisco per qualità salutistiche ma credo di essere in stretta minoranza…
“estro” è: ESTERO… da cui largamente dipendiamo…ecc.
Non sono d’accordo con te, assolutamente, ricordo che il sistema di svalutazione della lira ha sempre funzionato, e ricordo anche che eravamo competitivi nelle lavorazioni del settore terziario proprio grazie a questo stratagemma. La nostra bilancia dei pagamenti, inoltre, dimostra un ottimo pareggio tra importazioni ed esportazioni, e ciò significa che possiamo tranquillamente attingere dal mercato interno per tutto ciò che riguarda la maggioranza delle nostre necessità che attualmente derivano da importazioni dall’estero. Grazie alle politiche europeiste di Prodi, Veltroni & company.
La svalutazione, anzi, aiuterebbe il mercato interno dato la svalutazione della lira, poiché la gente comprerebbe a pari costo prodotti interni, incentivando così la ripresa delle fabbriche italiane (se dovessimo rientrare nella lira, torneremmo al valore 1 a 1 (1936,27 lire per un Euro), quindi, nello scegliere di comprare una autovettura, comprersti una fiat al prezzo di 17.500.000 lire o una wolksvagen a 17.500 Euro?) non ci sarebbero dubbi. Inoltre, un tedesco, a pari costo con una BMW comprerebbe una Ferrari, e questo implicherebbe che la ben nota azienda di macchine dovrebbe assumere in breve tempo moltissime persone per far fronte alle richieste di mercato dovute alla nuova ed accresciuta richiesta di prodotto nazionale).
L’unico punto sfavorevole sarebbe ancora (e purtroppo) l’energia, poiché il paese da sempre è costretto ad importarla dall’estero (grazie alla CIA, che ammazzó vigliaccamente con la mano della Mafia il nostro caro Enrico Mattei, reo di aver voluto rendere più autonomo il paese dagli idrocarburi e dagli infllussi corporativisti delle sette sorelle). Così gas propano e idrocarburi, sarebbero il vero problema con cui dovremo fare i conti, ma non penso che l’Italia sia così idiota da non saper trattare diplomaticamente con i paesi libici e dell’ex unione sovietica per approvigionarsi dei necessari approvigionamenti energetici, inoltre, abbiamo, sebbene non copra tuto il fabbisogno del paese, le due industrie italiana AGIP ed ENI che forniscono una parte del nostro fabbisogno. Ti invito ad ascoltare questa intervista rilasciata da Claudio Borghi, economista docente dell’Università Cattolica di Milano, giornalista e ex managing director di Deutsche Bank e poi, eventualmente, a commentarlo qui ogni dubbio a riguardo:
E’ una faccia della luna…
Sì, è una faccia. Non pretendo di avere il santo graal della soluzione. Assolutamente, sarei un arrogante idiota. Però bisogna cercare di essere il più possibilmente oggettivi – anche se l’oggettività in questo caso e qualcosa di arbirtrario e utopico.
Non dico che la soluzione a tutti i nostri problemi sia il ritorno alla lira, (sarei un imbecille), ma non posso affermare, né essere d’accordo con l’attuale linea “coercitiva e tecnocrata” di un mondo sotto un unico “controllo monetario”. Sostengo, invece, che per la nostra autonomia, e protezione della democrazia, si necessiti di una vera presa di coscienza, la quale non può prescindere dalla presa di coscienza che il governo (imposto) Monti sia, a tutti gli effetti, il volere di ALTRE volontà, le quali non hanno niente a che fare con la nostra concezione di PATRIA, nazione e democrazia.
A voi la scelta, o vivere un incubo perenne chiamato tecnocrazia lobbista, o scegliere che la vita ha i suoi crucci, i quali incorporano (purtroppo o per fortuna) scelte infelici quali il corporazionismo nazionalista.
Chiedo venia se sono stato troppo patriotico, ma non posso farne a meno, per me la patria ha valore di pater, nazione, Stato.
Sono orgoglioso di essere italiano, e sono profondamente offeso da questi beccamorti di massoni che tutelano gli interessi di lobbies private – pseudo (ma poco pseudo) ebree.
P.S
Non sono fascista … e me ne dolgo.
Non sei fascista, dici, .. ma i tuoi credo lambiscono un po’ quei dogmi. Forse sei “solo” un po’ “no global” come tanti di noi, del resto. Nutro dubbi però sulla tua assoluta sicurezza. E’ solo il mio punto di vista cmq
(x Vadoazonzo) Ma dove li prendi questi numeri? Smettila di fare terrorismo .Quello che scrivi non ha nessuna valenza reale. Ma lo sai cosa è successo nel 92 in italia? Forse non conosci bene la storia…. ripassala: http://www.byoblu.com/post/2012/07/06/Alberto-Bagnai-ce-lo-chiede-lEuropa!.aspx
deutscland unter alles
Ja, gut! Aber wir haben “die Freimaurer auf aller”, und das ist das Problem.
esiste una possibilità di terza guerra mondiale? a questo punto se tutti i paesi crollano mi sa che l’unica strada che prenderanno sarà quella
No, non ne sono affatto convinto. Lo spauracchio che ci vogliono far credere è questo, al fine di “minacciarci” con possibili scenari apocalittici. Ripeto, non si prende in considerazione il fatto che l’Argentina è uscita da questo scenario nella maniera migliore. E anzi, ad oggi “docet”. Io sono per l’uscita dall’Euro e dall’euro zona, da subito. È anche vero, e non voglio solo fare della demagogia spiccia, che dovremo far fronte alla potenza cinese soli, e da soli si è più vulnerabili, ma le realtà locali d’Europa sono molto peculiari, perciò c’è la possibilità che le reali capacità individuali di lavorare sotto costo possano in qualche modo far fronte alla minaccia del mercato cinese (che comunque è stato voluto dai soliti ignoti, il famoso gruppo di illuminati e dal gruppo Bilderberg – non lo dico io, lo ammise apertamente il ministro Tremonti durante una trasmissione aperta con Santoro). Quindi, l’Italia si difenderebbe alzando i dazi doganali alla Cina, ma questa, poiché ha comprato il nostro debito, potrebbe minacciarci in qualche modo. Così uniti con l’Europa la questione è più complessa, mentre soletti, c’è il rischio che questi, una volta che non si possa far fronte al pagamento dei debiti acquistati, possano attaccarci militarmente e pretendere il pagamento dei propri interessi e dei debiti conseguenti di guerra. Dubito fortemente che vi sia questa possibilità, anche perché finché gli Stati Uniti hanno interessi in Italia la Cina sta molto attenta, (anche se è vero che la Cina ha comprato anche il debito pubbliico statunitense). Comunque sono temi alquanto complessi, non si risolvono con la guerra in un attimo. Direi perciò che la via della disunificazione d’Europa è la più fattibile, ma alla fine so già cosa stanno preparando. Vogliono arrivare ad una specie di Federal Reserve Europea, così che dopo stabilizzeranno la moneta ed il suo valore sui paesi più deboli, continueremo a succhiare peni tedeschi, loro continueranno a gonfiarsi come rane, e noi, dopo un ventennio saremo addestrati al regime germanico. Diciamo che sono riusciti ad avere il dominio dell’Europa, là dove con la guerra non riuscirono affatto. Presto o tardi, se rimaniamo in Europa, tutte le nostre industrie saranno comprate da francesi e tedeschi. A noi non rimarrà che diventare la Calabria d’Europa. Sei contento di un Europa così? io no. Affanzum loro e la loro idea europeista.
Meglio soli che male accompagnati.
Meglio ..un “terremoto”…che l’attuale colata di fango che toglie il fiato a tutti e tutto…..
Questi se oggi restano in Europa si riprenderanno tra 40 anni….e per i prossimi decenni saranno un popolo di zombie sociali…economici…finanziari ed europei…….
Giusto Nives!!! l ritorno alla lira sarebbe disastroso, i prezzi aumenterebbero infinitamente e diminuirebbe ogni potere d’acquisto della moneta….per le imprese poi….. Quante fallirebbero e comunque chiuderebbero i battenti a causa dell’aumento dei tassi conseguente al ritorno
alla lira???? nutro dei grossissimi dubbi che questa sia la strada giusta da seguire…
mi dispiace che la pensi così, perchè tutto ciò che accadrà sarà l’esatto contrario di quello che dici.
Le Imprese conosceranno una nuova rinascita, la lira svalutata renderà paurosamente competitiva la nostra industria che finalmente potrà rimpatriare nel bel paese.
Non va dimenticata la creatività e la qualità del made in Italy, giustamente riconosciutaci da tutto il mondo, ed è su questo che dobbiamo puntare se vogliamo la crescita basata su un’economia reale … nel caso contrario buona finanza, … e divertiti con derivati e cdo.
Giusto! Esatto, sono d’accordissimo, e non solo io, ma anche Claudio Borghi docente di Economia dell’università la Cattolica di Milano; qui l’intervista: http://youtu.be/fhzwE1oNA30
Se torniamo alla nostra liretta, dovremo comunque pagare i nostri debiti in euro, e questi, secondo le stime, subirebbero un aumento del 40% circa. Sicuro che ce lo possiamo permettere?
Andiamo sù, anche l’Argentina subì lo stesso collasso economico, passò dall’inferno del default economico ed alla fine guardate com’è andata a finire: la prospettiva economica odierna è del tutto differente da quella degli inizi della crisi economica degli anni novanta. Anzi, proprio grazie alla svalutazione dovuta a quel default, la moneta argentina, che ora non è più così debole come prima, rese possibile l’esportazione di prodotti argentini all’estero (e noi italiani facevamo proprio lo stesso svalutando la lira) i suoi prodotti diventarono così più economici e più competitivi all’estero, ed inoltre il peso argentino, cosi indebolito, scoraggiò tutte le importazioni straniere. Ora è addirittura la Cina tra i maggior compratori di soia argentina e dei suoi derivati, tanto che il PIL argentino si è attestato intorno all’8% nazionale. Non male per un disastro annunciato!!
Il governo argentino ha inoltre incoraggiato molto la produzione interna, incentivando un’altra volta le aziende locali dando prestiti accessibili a tutte le imprese, ha organizzato un piano ambizioso per aumentare il gettito fiscale che pare finalmente funzionare molto bene, ed ha destinato una grande quantità di denaro ai servizi sociali (ospedali e strutture pubbliche, che ora funzionano egregiamente) controllandone attentamente la spesa. Le privatizzazioni in italia non sono la risposta, ma la loro soluzione, il loro scopo finale è indebitarci per comprarci le infrastrutture (stanno comprandoci il paese: Alitalia, FF.SS, Poste, e volevano anche l’Acqua pubblica.) E quindi, come conseguenza di tutto questo, il modello produttivo argentino e la sua attuale amministrazione, le sue misure di controllo e tutte le strategie attuate stanno rivalutando lentamente la loro moneta, arrivando ad un rapporto di 3 a 1 sul dollaro statunitense. Questa crescita è stata talmente tanto buona che il governo è stato costretto a intervenire per impedire un eccessivo di rialzo nella valutazione della loro moneta, poiché questo causarebbe un arresto dell’esportazione dei prodotti argentini. Inoltre dato il buon avanzo commerciale ottenuto in questi anni, la banca centrale argentina (ora nazionalizzata) ha potuto comprare dollari nel mercato locale ed a accumularli come riserve di denaro per il paese. Nel dicembre del 2005 le riserve di valuta estera avevano già raggiunto i 28 miliardi di dollari. (non male per un disastro, no?)
Tali riserve sono poi state ridotte di molto dopo il pagamento anticipato “dell’intero debito” che aveva contratto con il Fondo Monetario Internazionale, avvenuto nel gennaio del 2006 !
Dieci anni fa con due milioni di lire una famiglia italiana viveva agiata e bene. Oggi con duemila euro facciamo la fame: è questo dovrebbe essere il vantaggio che abbiamo a rimanere con la loro creatura (l’Euro) e la dannata BCE. No!! Io dico fuori!! Fuori dall’europa e, soprattutto, fuori dal trattato di Shengen, un trattato votato da loro, non voluto e non scelto dal popolo. Riprendiamoci le banche (nazionalizziamo il paese), riprendiamoci la sovranità, mandiamoli via a calci, riprendiamoci l’autonomia monetaria e soprattutto la politica del nostro paese, fuori i monti ed i commissari, visto che tale controllo monetario esercitato da queste corporazioni finanziarie ha come scopo finale non il nostro benessere, ma il controllo della sovranità popolare e la schiavitù – qui non c’è più democrazia, che sia chiaro.
Nives, se tornassimo alla nostra liretta, fermo restando che non sarebbe certo gratis, quanto ai nostri debiti, faremmo ai creditori una gran pernacchia. Non si cava sangue dalle rape !
Leone…io ne avrei già qualche biglietto in casa!
Leone, proprio adesso che ho appena finito di pagare i miei ???
)
Ecco qua, ed io che dicevo?
è incredibile come la gente sia spaventata da questo dio (malvagio) chiamato euro, … ma voglio chiedere questo: che senso ha avere una moneta unica senza un parlamento europeo eletto democraticamente che possa fare le leggi? Come si può parlare di democrazia se tutto ciò che viene imposto alla popolazione tramite i propri stati arriva dalla commissione europea (gruppo di persone altamente discutibili e legate al mondo dell’alta finanza)?
Giancarlo,d’accordo,spero che in molti non vogliano più la dittatura,ma il comportamento della MERKEL in particolare,mi riporta alla memoria un verso dell’Eneide-Timeo Danaos et dona ferentes-
Mi spiace, ma non la penso affatto così, ed anzi, rispondo con l’intervista di Claudio Messora a Paolo Becchi, docente ordinario di Filosofia del Diritto all’Università di Genova, filosofo e giornalista. Nel video, la chiacchierata è sui temi dell’euro, dell’Europa come costruzione elitaria.
Per Becchi, ed io sono d’accordo, bisognerbbe uscira dall’euro e recuperare la sovranità monetaria e politica. Basta con questa elite di società secrete que ratificano forme di violenza anti democratica alle nostre spalle. Ieri – mentre il mondo era preoccupato per la Grecia – hanno ratificato l’introduzione di governatori da loro scelti per ogni paese dell’euro zona, i quali opereranno forti sanzioni amministrative a chiunque voglia uscire dalla loro creatura.
Perciò, non nego che vi possa essere una fine spaventosa con la caduta dell’euro, ma mi accodo a ciò che dice Becchi: “meglio una fine spaventosa che uno spavento europeista senza fine”. Un sacrificio che non si può più chiedere ai popoli d’europa per un qualcosa che appartiene solo ai banchieri e finanzieri dei gruppi corporativisti e tecnocrati secreti ed occulti, conosciamo gli esecutori (Draghi, Merkel, Monti), ma non conosciamo i mandanti.
Un mondo governato da loro, non è democrazia, … ma dittatura. Ed io non la voglio più.
http://www.byoblu.com/post/2012/05/17/Uno-spavento-senza-fine.aspx
la crisi è internazionale, poi è normale che i paesi più deboli ne risentino prima…secondo me questa situazione è solo la punta di un iceberg….togliete i soldi dalle banche.
Auguri a tutti.
La crisi è internazionale, senza dubbio, ma io sono d’accordo con la definizione di Javier Tajadura Tejada, professore titolare di Diritto Costituzionale nell’Università dei Paesi Baschi, il quale afferma che la “Banca Centrale Europea” è attualmente l’unico potere sovrano europeo esistente. E che cos’è la BCE?
La BCE è una banca privata!! Ovvero è un cartello speculativo formato dai grandi banchieri e finanzieri europei. Una mafia organizzata e legittimata che presta soldi e chiede un pizzo; ti schiavizza col debito e ti usura con le tasse. È questo l’unico potere sovrano europeo attualmente esistente: quello dei grandi banchieri. Non c’è politica, non c’è più democrazia.
Il suo portavoce attuale è Mario Draghi, che, in tipico atteggiamento toscano è bravo a fare il doppio gioco, ma questo che chiamano parlamento europeo, questo che vogliono farci credere sia democrazia popolare, di fatto non lo è.
Sono loro che determinano le linee guida e le scelte politiche ed istituzionali dei paesi d’Europa, e mentre siamo qui a discutere, l’altro ieri, a Lisbona, hanno ratificato in gran segreto – senza che nessuna televisione desse l’annuncio – un trattato che impone un governatore scelto da loro in ogni “provincia dell’impero Europeo”; e tutto questo senza aver minimamente fatto un referendum per interpellare i popoli sottomessi al trattato di Shengen.
(trattato esso stesso no democraticamente referendato).
A questo ci stanno portando, a questo siamo arrivati: ad un impero; un impero oscuro il cui imperatore non è un uomo in carne ed ossa, additabile, visibile, ma un’istituizione occulta di lobby secrete che si giustifica sotto l’egida “dei mercati finanziari”, la quale è fatta da una minoranza d’élite di potenti banchieri che decidono sulla vita e la morte di milioni di persone in Europa: ed io dovrei approvare questo? … Mai!
Perciò mi ripeto: è meglio un disastro nazionale annunciato, con la svalutazione della lira ed un ritorno alle nostre politiche di sopravvivenza, che un delirio chiamato Euro senza fine, il cui esito è di sicuro già certo, e prevede la assoggettazione di tutti i popoli d’Europa ad un ideale liberalista che solo tende al profitto di pochi, infischiandosene dei molti che soffrono e lavorano come bestie da soma, schiavi nelle loro stesse terre, poiché nazioni divenute provincie e comprate attraverso le molte liberalizzazioni operate da vari governatori fantocci (M.Monti) e svendute alle corporazioni imperialiste. Quando non saremo più padroni del nostro territorio, chi gli impedirà di cacciarvi?
oh!…ma è finalmente un programma di SINISTRA !! Ecco una sintesi del programma elettorale di Syriza, tratto dal sito web del partito che la maggior parte dei sondaggi danno come vincitore delle elezioni greche del 17 giugno. http://www.gadlerner.it/2012/05/24/il-programma-di-syriza.html Vediamo poi cosa succede!
al punto 27 si legge: “Sottoporre a referendum vincolanti i trattati e altri accordi rilevanti europei ” quello che voleva fare l’ex premier socialista greco e che i potentati hanno costretto di fatto alle dimissioni.
al punto 1 e 2 il massimo dell’utopia, ma anche il massimo del coraggio, è bene dire da che parte si vuole iniziare seriamente a lavorare!
1. Realizzare un audit del debito pubblico. Rinegoziare gli interessi e sospendere i pagamenti fino a quando l’economia si sarà ripresa e tornino la crescita e l’occupazione.
2. Esigere dalla Ue un cambiamento nel ruolo della Bce perché finanzi direttamente gli Stati e i programmi di investimento pubblico.
Ai punti 18 e 19 altri due “tabù secolari” che: o cadono o il liberismo imperverserà ancora per un po’….
18. Nazionalizzazione delle banche.
19. Nazionalizzare le imprese ex-pubbliche in settori strategici per la crescita del paese (ferrovie, aeroporti, poste, acqua …).
In Grecia se si osa e si riesce effettivamente a toccare giustamente i grossi capitali e la chiesa … si può fare almeno 50% di ciò che ci si propone nel programma.
Naturale che si propone 100 per raggiungere almeno .. 60 !
il fallimento della Grecia molto probabilmente porterà alla fine dell’euro … e per fortuna voglio aggiungere. E’ sacrosanta la sovranità di ciascuno stato e la propria autonomia monetaria, ragione per la quale ogni nazione è libera di amministrarsi in virtù delle proprie caratteristiche economiche.
Ma cosa è l’euro? Chi lo ha creato? Chi lo comanda? queste sono le domande da porsi …
Le risposte per chi fosse interessato le troverà in questo link: http://www.youtube.com/watch?v=wpzGgo1XZRo
E’ indispensabile ad un sano mercato un sistema monetario e bancario frazionato. Non lo dico io, lo dice Paul Samuelson (premio Nobel)
Sono perfettamente e assolutamente d’accordo, meglio una fine spaventosa che uno spavento europeista senza fine. Torniamo alla nostra autonomia monetaria e politica e si f***** con il loro euro.
il problema non è sugli stipendi dei politici e dei soldi che sperperano, ma sul debito pubblico. La più grande truffa di sempre, basata sul guadagno che percepiscono i banchieri dal SIGNORAGGIO BANCARIO. Questo è l’unico vero grande problema, da cui nascono le più variegate conseguenze, differenti da paese in paese. Informatevi sul signoraggio bancario il web è pieno zeppo di relazioni.
http://temi.repubblica.it/micromega-online/fine-del-mondo-o-fine-delleuro/?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter&utm_campaign=Feed%3A+MicroMega-online+%28MicroMega.net%29
Ma se nel 1971 si abbandonò il sistema aureo proprio perché non permetteva politche monetarie in grado di star dietro ad un’economia sempre più complessa, quella culona della Merkel che fa? Attua una politica suicida del rigore?
Le scelte sono due: o si riforma la BCE e si fa una politica comunitaria, buoni europei e si spalma il debito o tanto vale starsene ognuno per i fatti propri e fanculo i crucchi.
Se non gli piace quest’idea, se ne possono pure andare a fare in culo loro, anziché noi, la Grecia o la Spagna eh…
(Y)
ROSSI41959: E’ fallito anche questo tentativo. Si va alle urne in giugno!!!
ops, mossa…^_^
ma se in Grecia si prospetta un governo di tecnici,pensate che questa sia la sua mossa?
Ho appena saputo che la grecia andra’ alle urne per il mancato accordo del governo e a tal proposito vorrei chiedervi in tutta franchezza se questo,per la grecia,e’ veramente il punto del non ritorno.Pensate davvero che noi usciremo dall’euro?
grazie
non succederà niente di quello previsto nell’articolo. economie a picco come argentina e brasile si sono riprese benissimo fuori dai serpentoni monetari. se i greci svalutano esporteranno meglio e presto torneranno competitivi con il forte settore turistico che crescerà ancora visto il camnio favorevole…. se sapranno essere quel tanto autarchici e poco sottomessi ai diktat della banca mondiale ce la faranno benissimo. se potessi io investirei in grecia il giorno dopo che ritornano alla dracma.
viva “la compagnia dei talenti” sempre: unica economia alternativa e veramente solidale !!
Interessante visione di un lato della luna
Immaginate!!
340,75 dracme per un euro
8,1109 yuan cinese per un euro
avremo una nuova cina dove tutti vorranno investire…..ammesso che i greci si diano da fare…..i consumi partiranno….il turismo costerà poco…il mercato interno subirà una impennata….e per questo l’europa imporrà i dazi per evitare che la grecia torni in auge,perchè sarà favorevole acquistare agrumi ,olio d’oliva e non solo ….
Poi non si capisce bene del perchè la moneta non deve subire rivalutazione…(solo svaluzazione)mentre tutto quello che ci circonda si!
immaginate!!
A qualche giorno di distanza dai commenti qui riportati pare che in Germania la popolarità della Merkel stia calando. Questo potrebbe significare che gli elettori tedeschi si vadano accorgendo che la politica finanziaria della Merkel possa ritorcersi contro di loro, prima o poi. In Francia Sarkosy ha perso il confronto con Hollande, che però deve ancora dimostrare coi fatti quello che ha detto nella campagna elettorale. Rimane il dramma della Grecia coi rischi di contagio nei paesi ad essa più vicini dal punto di vista degli assetti finanziari, e l’Italia è tra questi. Continuo a domandarmi: la Grecia è ancora salvabile? E se c’è ancora una possibilità di salvarla, a quali condizioni? Prestando a questo paese altri soldi che non potrà mai restituire anche con governi disposti ad aggravare ulteriormente le condizioni di vita di quel popolo? L’uscita della Grecia dall’euro avrebbe conseguenze peggiori, e non solo in Grecia? Francamente non riesco a vedere soluzioni, a meno di una radicale inversione di tendenza in tutta l’area dell’euro e di nuovi assetti politici nel vecchio continente (elezioni europee, governo europeo ecc.). Quanto a Grillo credo sia un prodotto della malapolitica, cioè della casta. Questo personaggio non mi piaceva come comico, immaginate quanto mi può convincere come politico. Governare un popolo non è semplice, e certamente il modo non può essere quello delle grida, degli insulti, dei vaffa. Le giuste istanze del grillismo vanno considerate e accolte, ma il signor Monti e i suoi ministri sono sensibili ad altre esigenze e creeranno condizioni sempre più favorevoli per demagoghi, capipopolo, masanielli. Su un punto credo che l’Italia stia pagando un prezzo altissimo: la mancanza di una vera opposizione parlamentare da almeno 20 anni.
Condivido 100%
condivido il tuo commento Ciro.
Sarà utile trarre qualche lezione da quanto avviene in Grecia.
Le grandi organizzazioni finanziarie hanno proposto da tempo un modello di economia di rapina a danno di quasi tutto il pianeta. Un modello tendente allo smantellamento dei diritti dei lavoratori a beneficio delle banche. Nessun evidente proposito relativo alla crescita economica, alla creazione di posti di lavoro, al collocamento in pensione di quanti hanno ampiamente pagato e la quasi impossibilità per i giovani di programmare un futuro partendo da un posto di lavoro sicuro. In tutto questo dovrei sperare che la Grecia resti nell’euro continuando a subire ulteriori soprusi dal sistema “ti finanzio per farti pagare i debiti” senza che di questi finanziamenti resti altro dopo aver pagato gli stipendi del prossimo mese. Quale la speranza di risolvere la crisi con questo stupido sistema che non offre soluzioni se non l’aumento del debito stesso e la rinnovata necessità di nuovi finanziamenti. Se da un punto bisogna partire che si parta dall’uscita dal sistema monetario europeo. Il ritorno alla dracma e la necessaria svalutazione potrebbero portare energie fresche in un paese non così grande e popoloso. Ridare ossigeno alle imprese e avviare un lento ma positivo percorso di autonomia finanziaria. Non credo alle paure paventate da quanti posseggono titoli greci a iosa che non saranno ripagati. L’unità monetaria è stata una follia progettata e perseguita a danno dei popoli che avrebbero di gran lunga preferito un’unità politica preventiva. Avere una moneta unica non serve a nessuno se non a pochi speculatori che l’hanno usata e la usano per i loro scopi. D’altro canto il nostro debito aumenta di mese in mese e l’emissione di buoni del governo quasi quotidiana. Il contraccolpo della dipartita potrebbe non essere più grave della decisione opposta.
Stefano concordo pienamente con te! Purtroppo la prima regola di chi vuole governare, e rubare, è di lasciare le briciole al popolino! Non sono io a dirlo, ma Lao Tse qualche migliaio di anni fa!!!
Questa tensione che si sta alimentando giorno dopo giorno, è stata ben interpretata da chi gestisce le redini, vedrai che allenteranno un po’ il guinzaglio in cerca di una mediazione, ma tenendoci comunque sotto controllo. L’unico modo per staccare la spina è uscire dall’euro o riformare completamente i trattati di Maastricht e Lisbona. Se si vuole unire l’europa solo attraverso l’uso della moneta, senza voler veramente costituire un’unione anche delle problematiche, delle economie etc, tanto vale starsene per conto proprio ed essere indipendenti.
Reblogged this on sipronunciaaigor.
è un vero peccato che il fatto si sia messo a fare un po’ troppo qualunquismo non ho l’abbonamento ma lo prendevo spesso mi accontentero’ dell’immancabile repubblica e la stampa
Se bastasse mettere in atto i suggerimenti pubblicati anche in questo blog tutti i nostri problemi sarebbere risolti. Il nostro paese e’ diventato quello dei grandi proclami: gridiamo vittoria quando non siamo neppure entrati in guerra. Siamo senza armi, ignoriamo chi e’ il nostro nemico ma vogliamo combattere, vincere. Il gioco che stiamo facendo e’ perverso: tutti affermano tutto e il suo contrario ma sono incapaci di darci un perche’. Primo fra tutti e’ Grillo che giudica ininfluente la crisi greca sulla nostra economia ma non ci spiega perche’. In realta’ lui non si “abbassa” a dare spiegazioni. Per lui e’ vero solo quello che dice. “Ipse dixite” e a noi deve bastare cosi’. Al suo seguito arriva IlFatto Quotidiano che si e’ messo in testa di essere il primo della classe. Noi gli abbiamo creduto e ci siamo persino abbonati per seguirlo ogni giorno. Avevamo bisogno di un giornale di rottura, capace di rivelare il non detto o, peggio, tutto quanto rimane gelosamente nascosto. A noi, pero’, non piace la malevolenza e la stupidita’ di certi servizi immotivati. Se la partita Grillo-Napolitano finisce 2 a 0 per il comico quella tra il Fatto ed il governo Monti finisce 0 a 100. Ci sono argomenti ben piu’ importanti di quelli che riguardano il nostro ingresso nell’euro e l’accusa rivolta a Monti di aver pagato i debiti dello Stato italiano nei confronti di una banca in cui lavora il figlio. Se si vogliono avere notizie di quel genere e costruire degli scoop su quelli falliti dagli altri, testate come IlFatto non ci servono. Ne abbiamo gia’ tante e sono altrettanto dannose e in mala fede. Ci spieghino sino in fondo le conseguenze della crisi greca sulla nostra economia e la causa effettiva della disoccupazione in italia. Ipotizzino modi possibili per creare il lavoro, la risorsa economica, le condizioni tecniche e la strategia di marketing per uscire dal baratro. Fare la voce grossa e stracciarsi pubblicamente le vesti non serve a niente. E’ arrivato il momento di cacciare dal tempio della nostra democrazia i mercanti, i fannulloni, gli ammalati di protagonismo. Per fare questo sto decidendo di disdire l’abbonamento al Fatto Quotidiano. Cosi’ com’e’ non mi serve.
Stefano, condivido al cento per cento…
Chi ha scritto ciò è un altro che dimostra di non sapere nulla della differenza tra moneta sovrana e moneta debito.
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Giacomo
diritti acquisiti!!!!!!!!! e vai
un disastro… davvero una tragedia… greca.
Concordo. I litigi di quartiere di casa nostra non fanno che distogliere l’attenzione dal vero problema: le devastazioni che stanno facendo a Bruxelles in nome dell’assurdo pareggio di bilancio e purtroppo gran parte degli elettori non ha ancora precezuione del disastro…ma pensate…vogliono mettere il pareggio di bilancio in costituzione…mio dio…chi è morto per essa si starà rivoltando nella tomba…
Guarda che l’ obbligo di pareggio di bilancio E’ GIA’ IN COSTITUZIONE !!!!
Si, questo è esattamente ciò che succederà esattamente un minuto dopo l’uscita dall’euro, possibilmente in pieno stile argentino, cioé dichiarando che non verrà pagato il debito.
Cinque minuti dopo però, l’Italia inizierà lentamente a riprendersi così com’è avvenuto nel Paese sudamericano, non saremo più strozzati dalla speculazione per finanziare, ormai, più che il debito, gli interessi sul debito.
Cosa succede però, se rimaniamo nell’euro: una lenta e continua agonia, al diktat di enti imposti dall’estero, non eletti da nessuno, che sotto la scusa del ripianamento del bilancio deciderebbero le nostre politiche economiche. Ciò vorrebbe dire solo una cosa, che svenderebbero tutto, dalle aziende pubbliche al nostro patrimonio di beni immobili fino a ripianare la situazione, ci costringerebbero al rigore, ad un mercato del lavoro più flessibile, a salari più bassi, alla schiavitù. Io dico no a tutto ciò.
Ora capisco che siamo un popolo che non ha capito nulla del senso della democrazia, cioé che ognuno ha una responsabilità in quanto detiene il potere di scegliere i propri rappresentanti, e che in questo Paese di allocchi l’unica forma di governo che vada bene sia la dittatura, non importa poi se nazionale o estera. Bisogna però ricordarsi che chi ha combattuto affinché ci fosse data la libertà di pensiero, voto, espressione e via dicendo, avrebbe (ed ha) dato la vita per quello che NOI stiamo oggi buttando al cesso.
Continuate pure il vostro siparietto pro lira VS euro derivato dal sempre vostro pseudo centrosinistra VS ex centrodestra. Ridicolo.
L’euro e’ stato pensato in vista di crescita e d stabilità economica,i tanti geni della finanza e della politica avevano quindi previsto che tutto sarebbe andato in tal senso,credendo di riuscire a gestire ogni difficoltà,ma questo nn e’ avvenuto perché moneta unica all interno d politiche economiche differenti ha fatto si che una unica banca nn sia in grado d gestire crisi finanziarie diverse…più che dire addio all euro darei un bel benvenuto ad una super patrimoniale e un taglio netto alla politica dei privilegi!!!!!!!
Speriamo di lasciare presto anche noi la comunità europea…..l’euro ci ha lasciato in mutande….RICORDIAMO che la colpa di tutto ciò non è SOLTANTO di Berlusconi e dei centristi ma anche di Prodi, D’alema, Bertinotti…eccetera…..MANDIAMOLI TUTTI A CASA
davvero così apocalittico???
Meno male che Monstrusconi racconta favole: “L’Italia è oggi segnata da forti tensioni sociali. Ed è normale che la precarietà aumenti gli stati di malessere. Ma bisogna reagire insieme alla crisi, senza generare sospetti tra di noi. “Non arrendersi” ora, quindi, ma occorre invece “uno sforzo comune”, sforzo che “deve basarsi su un’equa ripartizione del carico”.
http://www.repubblica.it/politica/2012/05/13/news/parla_monti_ad_arezzo-35046895/?ref=HREA-1.
Vi ho letti tutti e non mi resta che concludere:seriamente,perchè non Fondate un quotidiano,non sul blog,ma con le rotative:siete schietti e così oggettivi che farei lo strillone per venderlo(credo di averlo già scritto)-Io non spero più e ritorno al Corriere e alla Stampa,come ai vecchi tempi:so chi scrive gli articoli e mi sono fatta un’idea di chi riesce ad essere sinceramente oggettivo.PS.per conoscere poi la verità,verificherò sul mio Blog preferito,questo!
e se il calendaio Maia scoperto dopo e forse per questo meno attendibile fosse ottimista?? non è che essendo lungimiranti questa crisi ci portera’ verso la terza guerra…… spero di sbagliarmi ma andiamo verso una deriva pericolosissima.quando alla gente si toglie il minimo hai hai haiiiiiiii
Premetto cho sono solo un privato che si è un po’ informato di economia; allora: “sarà costretta a finanziare le sue uscite (stipendi e pensioni) solo con le entrate (tasse) senza potersi indebitare”, scusatemi ma se la Grecia ritorna adessere sovrana della propria valuta può indebitarsi quanto vuole perchè le proprie uscite le paga in dracme e non più in euro, ed essendo la banca centrale greca a quel punto ad emettere moneta la Grecia non deve più rendere conto agli usurai di Bruxelles che operano per mezzo della commissione europea NON VOTATA DAI CITTADINI europei, la stessa cha ha indotto Napolitano a cacciare, per quanto pessimo, un presidente del consiglio democraticamente eletto. E’ ovvio che non si può stampare moneta come pare piace perchè non si può non tenere conto dell’inflazione, ma credo che uno stato sovrano della propria moneta sia l’unica forma politica per la tutela del cittadino. Per quanto riguarda gli effeti post uscita euro, non metto in dubbio che ci possano essere i problemi sopra descritti (li abbiamo visti in Argentina quando ha deciso di sganciare al propria valuta dal cambio fisso col dollaro), perchè una moneta che si svaluta improvvisamente rende difficili le importazioni, ma allo stesso tempo uno stato che si riprende al capacità di spesa (cosa di cui la Merkel ha paura come la luce per i vampiri) può stimolare la produzione interna creando posti di lavoro e poi cominciare ad esportare in modo super competitivo rispetto alle valute forti (cosa che non va a genio alla Germania che fonda la propria posizione dominante sul volume del prorpio export). Non a caso nell’era pre Euro gli stati quando ritenevano necessario addiritura facevano svalutazioni competitive, ovviamente controllate, per rilanciare il proprio export. In conclusione: tutto vero che l’uscita dall’euro comporta dei sacrifici di aggiustamento, però se in Europa ci sono forze politiche e non solo che la reclamano è perché si vedeno quali possono essere gli effetti a lungo termine.
siamo in piena catastrofe, è saltato il sistema….e non mi aspetto nulla di buono,ci sarà ovviamente un effetto domino
Mi unisco anch’io al commento di Marisa. Perchè alla Sardegna non è stato dato spazio? O mi sono persa qualcosa?
A Parma un Frankestein di allenza politica.Un mostro.Travaglio sarà contento?
Ma come fanno i giornalisti del Fatto a prendere sul serio un esaltato come Grillo? E poi sono così indipendenti che hanno cambiato idea tutti insieme.Peccato.Non lo comprerò più.
Da ABC a CAG: Signori, questa è l’Italia…
Parma rischia di diventare il laboratorio di una inedita e incredibile alleanza. A una settimana dal ballottaggio il Pdl e il centrista Udc Elvio Ubaldi aprono al candidato di Grillo contro il pd Bernazzoli. Dicono: si può votare, è la vera novità. Il tam tam è già cominciato. Il candidato del centrosinistra accusa: vogliono lasciare macerie, Parma ha bisogno di una seria svolta di governo. Da ABC (Alfano, Bersani, Casini) a CAG. Casini-Alfano-Grillo. Ve lo immaginate? Sarebbe una di quelle rocambolesche giravolte della politica italiana suggestionata, anzi no, terrorizzata, dalle urne. Non è fantascienza ma uno degli scenari che starebbe prendendo corpo a Parma, ex fortino Pdl, caduto in disgrazia per le vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’ex sindaco Pietro Vignali. Al ballottaggio due candidati: Vincenzo Bernazzoli, Pd, e Federico Pizzarotti Movimento a 5 stelle. Evaporato il Pdl, inconsistente il centro, come ha dimostrato il posizionamento al terzo posto del suo candidato Elvio Ubaldi (lista civica e appoggio Udc), adesso sembra che l’obiettivo di quel che resta del centrodestra sia di non far arrivare primo il candidato Pd.
Da Roma l’onorevole Giorgio Stracquadanio opterebbe per una gita, «astensionismo, mi creda, ma non posso escludere che elettori del centrodestra vadano alle urne per sostenere Pizzarotti». Aggiunge: «Tuttavia mi chiedo quanti siano gli elettori Pdl, ormai è un partito morto. Sepolto. Non esiste più, anzi io lavoro perché esploda definitivamente, senza più leader, programmi, idee. A Parma poi è a meno del 4%, ma si rende conto?».
in questo caso non bisogna elidere ….ARE, scusate la franchezza
La Merkel vuole far rientrare in Germania i debiti che questa nazione ha pagato per i danni fatti dalle due guerre mondiali?Questa donna sembra che voglia distruggere finanziariamente i paesi più indebitati anzichè risanarli!
Armi diverse, stessa determinazione egemonica, stessa propensione bellicistica !!!
Corsi e ricorsi storici : mica scemo il Giambattista Vico !!!
Oggi si festeggia una strana ricorrenza e non è la Festa della Mamma. Si festeggia il quasi anniversario di una profezia, titolata “l’Apocalisse”, che un anno fa postai e che suscitò l’ilarità generale. La profezia, così si può ormai chiamare, descriveva nei dettagli un default economico la acchiappai dal Blog di Grillo, seminascosta dalle tante idee senza alcun progetto esecutivo. Mentre si discute sul contagio greco, sui fantasmi di Berlusconi, Prodi, Ciampi e altri noti anarchici e soprattutto sul rebus se quella di Grillo fu vera gloria, va in onda lo smantellamento del sistema sanitario nazionale sotto forma di “plafond&franchigia”, sull’innalzamento delle tariffe sanitarie anche del 100% (leggasi privatizzazione) e su un aumento, nottetempo, dei tabacchi del 25%. E’ vero che si può dire “vabbè non fumo e godo di ottima salute” per risolvere la questione ma poi non si vada a cercare quello stato sociale che Monti è stato chiamato a distruggere, liberalmente incapace com’è di equità per senso d’appartenenza. Il dilemma è ancora lo stesso: cedere ancora al sistema della paura, inventato da Tremonti o rivalutare scientemente la situazione. Senza dover per forza ingurgitare un sistema economico che, parliamoci chiaro, è trapassato. Tempo addietro, lo stesso giorno delle dimissioni di Berlusconi ebbi a dire, risuscitando l’ilarità generale, che un governo tecnico ci (a noi che privilegiati non siamo) avrebbe tenuto la testa sott’acqua e ci avrebbe fatto respirare quel tanto che basta per non morire. Mi sbagliavo. Era peggio di quel che credevo. La questione Grillo non mi appassiona, è solo il dettaglio di un passo verso l’ingovernabilità se Monti non se ne va di corsa. E per quanto riguarda la vicenda che altro aggiungere: che Grillo la sua partita l’ha già vinta?
Non m’ importa di grillo.
Ma cazzo, Luca, allora anche alle mie spalle stavano sghignazzando ??? hehehe….
Sembra l’apocalisse e se fosse questa la fine del mondo ipotizzata alla fine del 2012?Perchè i meccanismi economici che regolano il mondo sono mondiali e tutti ne farebbero le spese. Questa è una crisi mondiale che interessa e colpisce tutti i paesi ma io continuo a pensare che, per quanto riguarda l’Italia ci si poteva pensare prima a mettere delle barriere, ad aprire l’ombrello prima che cominciasse a piovere, a tentare di mettere un argine alle speculazioni bancarie, un governo serio aveva il dovere di avvisare i cittadini con una campagna di sensibilizzazione incisiva e chiara senza infincimenti e bugie,al fine almeno di mettere i cittadini di fronte alle proprie responsabilità.Purtroppo al governo c’era solo un tenutario di bordelli dedito solo ai suoi sordidi piaceri e circondato da una ciuma di magnaccia in cerca di bagordi che pensava solo ai suoi sporchi affari per un mero interesse di arricchimento personale alla faccia dei cittadini onesti ed in ciò assistiti da una massa di pecoroni ignoranti che con i loro voti hanno permesso ad una classe politica imbelle di portare il Paese in mezzo ad uno tsunami continuando a mentire con la favola del tutto va bene madama Dorè, i ristorante sono pieni, il turismo va alla grande, non si trovano posti sugli aerei, l’Italia ha i conti a posto e sta meglio degli altri Paesi. Ecco dove ci vorrebbe, un nuovo processo di Norimberga (altro che processo Ruby) , un movimento di popolo che denunci Berlusconi e la sua cricca di lazzaroni alla Magistratura per accertare e sanzionare eventualmente con il carcere a vita le colpe di un governo imbelle, che mentre la nave affondava continuava a suonare e ballare con la musica della sua immonda orchestrina stonata.
Sarà un caso che Norimberga è in Germania ?
hai ragione giusto!!!!!!!!!
Ben detto, Vincenzo !!!
Vincenzo….sempre lucida la tua analisi! Grazie!
…per quanto riguarda Il Fatto, di cui sono abbonata NON pentita: è un giornale che dà Le Notizie (apprezzare le maiuscole!).
La sua indipendenza, anche da finanziamenti pubblici, gli permette una linea editoriale totalmente libera: è un giornale che dice quello che c’è da dire quel certo giorno e non quello che conviene dire quel certo giorno.
Non tutte le notizie mi fanno piacere o mi fanno “comodo”, è vero, però apprezzo un giornale che non guarda in faccia a nessuno, anche se occasionalmente può dare un commento che colpisce la mia parte politica.
Per questo stesso motivo mi piace Travaglio, che gliele canta a tutti!
Il lettore informato in maniera corretta è più libero di quello che legge giornali a senso unico!
Elisabetta, e dove sarebbe la notizia nel sottolineare che l’8 settembre 2007 (ripeto: 2007) il TG1 di Riotta ha dedicato solo 29 secondi al VDay? E chi se ne frega? Che sarebbe? Lesa maestà a Grillopippa a posteriori? Sono queste le notizie che interessano in questo momento gli italiani? I secondi che un TG ha dedicato a Grillopippa SETTE ANNI FA? Ieri per tutto il giorno l’homepage de “Il Fatto Quotidiano” ha tenuto in evidenza questo straordinario “scoop”! Diciamoci la verità. Ormai “Il Fatto Quotidiano” ha sposato la causa grillina. E’ trendy. Tira molto nelle vendite. Mica sono scemi ! Come tirava molto l’antiberlusconismo. Non gliene faccio una colpa. Ma, ti prego, non facciamo passare per “notizie” il motto grillesco “sono tutti uguali”. E’ lo stesso motto che usano “Il Giornale” e “Libero”. Con gli stessi titoloni “gridati”. E da molto tempo prima de “Il Fatto”…
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Giacomo Hai Detto bene ,,,,,, Condivido Pienamente Con Quello Che Hai Scritto……….. Ciao ………….
Ma no!… L’homepage di cui parli era in favore di Travaglio e non di Grillo! Grillo c’entrava accidentalmente!
E’ giusto che Il Fatto voglia sostenere il suo vicedirettore, minacciato di querela da Riotta! Riotta ha accusato Travaglio di dire il falso! Conoscete la faccenda, non serve ripeterla, che è iniziata dopo l’ultima puntata di Servizio Pubblico, giovedì scorso.
Il Fatto ha riesumato il filmato del TG1 in questione ed ha messo online la prova che Travaglio aveva asserito assolutamente il vero, cronometro alla mano!
Elisabetta, onestamente, era una notizia alla quale dare tutto questa importanza? Tanto da tenerla come notizia principale nell’homepage per tutto il giorno? A chi vuoi che interessi una querelle fra Travaglio e Riotta? Ne volevano parlare a tutti i costi? Bene, un trafiletto, una precisazione. Ma certamente non al posto di notizie ben più importanti. Non trovi?
giusto e basta!!
Che gli scenari fossero catastrofici molti economisti non allineati lo avevano preannunciato. Molti hanno liquidato le critiche e continuato a fidarsi. So di non avere gli strumenti per valutare, consapevolmente, né l’una né l’altra posizione/analisi economica, ma certo a questo punto si deve prendere atto che anche i tecnici non sono capaci di arginare un vento più forte di ogni previsione.
Inutile illudersi che salveranno il Paese… prepariamoci al peggio (sempre che sia possibile)!
Mi fa impressione che i media stiano martellando sui ricchissimi tra i francesi che si trasferiscono in Belgio per sfuggire ad Hollande !!!
Non ne posso più di essere preso in giro così.
In Europa come in Grecia è la destra ovunque imperante che ci ha portato alla rovina ( adottando una politica punitiva con i paesi mediterranei, invece di consentire ai greci di sopravvivere con un pugno di euri !!!
Poi è stata la stessa destra economicista a gestire la crisi che aveva provocato, scaricando sui popoli le follie compiute dai governi conservatori.
E’ forse ricominciata alla grande l’ offensiva del terrorismo economico contro quel poco di democrazia che si rivela duro a morire ?
3:) e anchr di quell’altro
Leone….sono d’accordo con il tuo giudizio: la destra che governa in quasi tutti i paesi ha portato alla catastrofe l’Europa che ancora oggi mostra la faccia truce dopo aver compiuto massacri nei ceti deboli e aver indebolito quelli medi!
di questo teorema le tesi sono nell’articolo, la dimostrazione nel commento di Marisa!! e noi grazie alla sig merkel i testimoni e i ns figli e nipoti le vittime
Buongiorno a tutti !!! Giacomo complimenti per la premessa, che sintetizza anche il mio pensiero — sono davvero preoccupata per lo scenario prospettato nell’articolo per l’eventuale uscita della Grecia dall’euro e ho il dubbio che non tutti si siano resi conto del baratro in cui potremmo stare per cadere !!
MARISA…
Pensavo di averle viste tutte…….invece mi rendo conto che l’idiozia e l’egoismo umani non hanno limite! Se poi vogliamo parlare dell’avidità andiamo oltre! Vorrei capire cosa intende fare la Germania in questi frangenti, se davvero è intenzionata a rovinare tutta l’Europa, perché a questo stiamo arrivando. Possibile che non capisca che portando all’affondamento delle nazioni anche lei ne uscirà con le ossa rotte? Che ne farà dei suoi soldi se poi non ci sarà un mercato per utilizzarli e delle sue merci se gli acquirenti potenziali saranno impossibilitati ad acquistarle? Non sono un’economista, ma come madre di famiglia ho imparato a gestire le entrate e le uscite e nel mio piccolo ho imparato che se non si hanno soldi non si può comprare, ma se non si può comprare il negozio fallisce! Giacomo ha pubblicato questo articolo, che fa aprire gli occhi sulla tragedia incombente, inoltre fa una dedica ai giornali che invece di far capire alla gente cosa sta accadendo, passano il loro tempo ad attaccare questo o quello o ad esaltare l’eroe del momento. Non ho ben capito, ma al Fatto Grillo piace davvero? Se la memoria non mi tradisce un tempo aveva toni entusiastici nei confronti di Di Pietro…..insomma a che gioco sta giocando? Ma le nostre miserie interne perdono significato in un contesto più ampio. Siamo nei guai, fino al collo, i responsabili di questa situazione tendono a fare lo scaricabarile, ma una cosa è comunque certa. qui se non si corre ai ripari e in fretta, non se ne esce. E non è strangolando i poveretti che si risolve tutto. Abolire gli sprechi, attuare le misure molto spesso ventilate e mai attuate! Eppure basterebbe poco! Così come dall’oggi al domani si effettuano rincari di tasse, perché non si riducono i compensi dei politici? Perché non si eliminano le spese militari? Perché non si evita di spendere in agende tanti soldi che dati ai disoccupati li potrebbe in qualche modo aiutare? Perché i giornali citati da Giacomo NON HANNO SPESO UNA PAROLA SUI REFERENDUM IN SARDEGNA? EPPURE GLI ELETTORI SARDI HANNO DECISO COSE IMPORTANTI! Invece nulla, silenzio totale. Noi l’eliminazione delle province, il dimezzamento dei consiglieri regionali e dei loro compensi lo abbiamo votato, senza se e senza ma. Non c’è bisogno di leggiferazioni varie se si vuol correre ai ripari, se lo si vuole DAVVERO!
Complimenti Marisa hai detto tutto.
bravissima Marisa …
Volere e potere cara Marisa, ma in quanti lo vogliono realmente?
Pochi, pochissimi.
è
Cara marisa, ricordi che già due anni or sono ti proposi come ministro dell’ Economia nel mio governo ideale ???
Leone!!!!!!!!!!!!!!!Meno male che ho te ad apprezzarmi!
Brava Marisa ,,,,,,, In Sardegna Siete Stati Fantastici …….. Mi Piace tutto Il Tuo Scritto ………… Ciaooooooooo ………….
Buongiorno a tutti, auguriamoci di dirlcelo ancora per tanto tempo, poichè adesso la catastrofe è a un passo da noi… che disastrosa prospettiva sopratutto quando hai figli e nipoti da crescere
BUONGIORNO….questa reazione a catena ci travolgerà, essendo noi come la Spagna in piena recessione. Non è che stiano meglio gli altri paesi al guinzaglio della cancelliera. Salvare la Grecia, un piccolo paese se confrontato ad altri dell’unione, a suo tempo sarebbe costato pochissimo, si è voluto affondarla ed ora le conseguenze le pagheremo tutti! Al di là che questo paese andava salvato per ciò che rappresenta: è la culla della civiltà europea. Se chi l’ha governata negli ultimi decenni ha truccato i conti, bisogna anche dire che agli altri paesi europei è andato bene così! Ora pagano i suoi cittadini, i più deboli! Specchiamoci in questa realtà, domani potrebbe toccare a noi! O ci salviamo tutti o non si salva nessuno!
Mi taccio sul “Fatto” diventato una specie di “organ house” al servizio del ciarpame di corte!
Condivido pienamente la dedica! Spiace che Il Fatto ( al quale sono abbonato in via di pentimento) stia mettendo titoli stile Sallusti in prima pagina, da diversi giorni. Per il resto, la prospettiva della Grecia, a meno di un rinsavimento della “sinistra” (mai così sinistra!) dell’ultima ora…
e germania invece sempre più forte……
Buongiorno (sic),Giacomo. Temo che molti non abbiano la consapevolezza della “spada di Damocle”,che sta per abbattersi su di noi.:(
Tragico, quello che ci descrivi prima per i greci e poi di riflesso…Italia, Spagna, Portogallo ecc… Non riusciremo mai a pagare un debito così, ma vale la candela…