L’autogol dei partiti. Invece di combattere Grillo con le idee gli preparano la campagna elettorale per le politiche…


Scherzo da partiti: Grillo non avrà mai soldi pubblici
Approvato emendamento Udc “tagliato su misura”: vietati i contributi a movimenti senza uno statuto
di Sonia Oranges

ROMA. Nel testo sul finanziamento ai partiti, spunta la norma antigrillini. Un emendamento dell’Udc, primo firmatario Pierluigi Mantini, prevede che l’erogazione dei rimborsi sia vincolata al fatto che il partito destinatario dei fondi si sia dotato di uno statuto «conformato a principi democratici nella vita interna con particolare riguardo alla scelta dei candidati, al rispetto delle minoranze, ai diritti degli
iscritti».

Una regola fatta apposta per mettere in difficoltà il movimento 5 Stelle, che oggi ha un “non-Statuto”, come è definito dagli stessi grillini, composto da 7 articoli con cui si attribuisce a Beppe Grillo l’unica proprietà del marchio,e che a proposito di iscrizioni non prevede “formalità maggiori rispetto alla registrazione a un normale sito internet”, stabilendo le candidature “in funzione della tipologia di consultazione elettorale e in ragione dell’esperienza che verrà maturata”, autorizzando l’uso del simbolo di volta in volta per iscritto,a patto che i candidati siano incensurati.«La nostra proposta di modifica sullo Statuto dei partiti ci sembra una norma di assoluta civiltà che vogliamo sia inserita in questo provvedimento a prescindere dalla riforma sull’applicazione dell’articolo 49 della Costituzione che non si sa quando vedrà la luce», ha spiegato Mantini, sollecitando così che «si parli subito di Statuto dei partiti» nel testo concordato dalla maggioranza. E Grillo? «lui ha sempre detto che i rimborsi non li voleva. E se poi ci ripenserà dovrà diventare prima un partito o un movimento strutturato». Una sfida dichiarata,dunque,al movimento che si è sin qui fregiato di non essere un partito politico e che non intende diventarlo in futuro. Almeno fino all’emendamento firmato Udc, approvato con 342 sì, 54 no e 104 astenuti.

Che si stringano le maglie dei finanziamenti? A leggere un altro emendamento approvato con il voto contrario di Idv e Lega, stavolta proposto dalla commissione che ha fatto sua la proposta del pid Andrea Orsini (ampliandola, visto che nel testo originario per ottenere la detrazione era necessario che la lista avesse almeno un rappresentante eletto), parrebbe il contrario. Secondo la nuova norma, infatti, chi versa contributi a un partito potrà ottenere detrazioni fiscali nel caso in cui la forza politica prescelta abbia presentato una lista o una candidatura alle elezioni politiche, europee o regionali o nel caso in cui abbia avuto un rappresentante eletto «almeno a un consiglio regionale o ai consigli delle province autonome di Trento e Bolzano». Detrazioni di tutto rispetto, visto che si parla del 24% per il 2013 (a fronte dell’attuale 19%) e del 26% dal 2014. In pratica, chi vorrà finanziare un partito o una lista, che sia eletta o meno, su 10mila euro (è questo il tetto massimo delle donazioni private) avrà uno“sconto”di 2600euro. Ma non basta. L’emendamento di Linda Lanzillotta (Api) approvato dall’aula, i soldi del finanziamento pubblico in eccesso rispetto a quelli necessari per rimborsare le spese delle campagne elettorali, potranno essere utilizzati dai partiti per svolgere attività di formazione per i propri eletti nelle istituzioni, e le formazioni politiche potranno stipulare convenzioni con le scuole ed altre istituzionipubbliche e private per utilizzare locali per le proprie iniziative.

Si allentano anche i criteri sulle certificazioni: le società di revisioni contabile non avranno più il compito di certificare la regolarità dei rendiconti delle spese dei partiti, limitandosi a esprimere un giudizio sul rendiconto di esercizio di partiti e movimenti. «È una presa in giro, così si elimina ogni controllo», ha protestato il leghista Pierguido Vanalli, mentre per il presidente dei deputati dell’Idv, Massimo Donadi e il capogruppo Idv in commissione Affari Costituzionali, David Favia,«stiamo dimostrando che la politica resta un passo indietro rispetto al sentire dei cittadini: si è aperto un rischio ben più grave, una strada che facilmente può aumentare il vortice di denaro che gira intorno ai partiti e renderlo ancora più occulto di quanto non sia stato fino ad ora.

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Categorie: Politica, cultura

37 risposte »

  1. Al comico urlatore, altro padre padrone del movimento da lui creato, manca l’aureola del martire. I partiti incapaci di autoriformarsi nel senso voluto dalla stragrande maggioranza degli Italiani gliela stanno confezionando. Grillo sa già chi ringraziare del suo successo elettorale alle prossime politiche. Tra un Grillo che non vuole denaro pubblico per il suo movimento e i partiti della casta che ne vogliono ancora di più, chi pensate che otterrà più consensi alle imminenti elezioni politiche, in una situazione sociale ed economica che sarà peggiore di quella in cui versiamo ora?

  2. i partiti non riescono a non fare la figura da imbecilli e a non perdere . Il Pd a perdere ci ha fatto il callo e nenache se ne accorge e una perdiita per il Pd è una non vittoria…perdita no! Il Pdl è in caduta libera, l’Udc non pervenuto….e in tutto questo riescono a spianare del tutto la strada a Grillo…..

  3. COME CI VEDONO DALL’AUSTRIA

    Il fallimento dei partiti italiani
    Gerhard Mumelter, Der Standard, Austria

    Il ballottaggio delle elezioni amministrative italiane ha confermato le tendenze del primo turno. Il risultato va ben oltre il significato locale. L’asse del nord tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, che da anni decideva il destino dell’Italia, è inito. Il partito del Cavaliere ha perso due terzi dei comuni che amministrava: un crollo indiscutibile. Anche la Lega nord, che si era presentata ovunque da sola, ha perso tutti i ballottaggi e ora lotta per sopravvivere. Quanto al terzo polo, l’alleanza centrista di Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini dovrà rendersi conto che, nella forma attuale, non ha futuro politico.

    Le elezioni, quindi, sono state vinte dalla sinistra. Ma la vittoria non è serena. Infatti il malcontento degli italiani si è tradotto nella più bassa affluenza alle urne della storia della repubblica: metà degli elettori è rimasta a casa. E così a Genova è diventato sindaco il candidato di sinistra, il professore universitario Marco Doria, ma ha votato solo il 39 per cento degli aventi diritto. E a Palermo il candidato ufficiale del Partito democratico è stato surclassato da Leoluca Orlando, che dopo molti anni diventa per la quarta volta sindaco di una città – la più importante della Sicilia – sull’orlo della bancarotta.

    E allora: sinistra vittoriosa o sinistra che si dilania da sola? Per i partiti italiani il risultato di questo voto è soprattutto un segnale d’allarme per le elezioni politiche che si terranno tra dieci mesi. Se non smettono di opporre resistenza a una riforma del sistema, la prossima primavera rischiano di subire un brusco risveglio. Una dura prova attende soprattutto il partito di Silvio Berlusconi: il Popolo della libertà vuole darsi un nuovo nome e un nuovo simbolo. Dicono che Berlusconi stia preparando un’“offerta allettante”. Ma il cartellino rosso degli elettori vale pure per lui, anche se Berlusconi non vuole capirlo, come molti dei suoi compagni di partito che si godono i loro privilegi da moltissimi anni e fanno politica dagli anni settanta.

    Insomma, la fallimentare gerontocrazia italiana è a un bivio. Nessuno crede alla volontà di autoriforma di questi partiti, che finora sono sopravvissuti a ogni crisi con una sola ricetta: stare fermi aspettando che passi la nottata. Ma per avviare una riforma della legge elettorale e del parlamento – per la quale servono vari passaggi alla camera e al senato – restano poche settimane. Altrimenti quella Stalingrado di cui ha parlato Beppe Grillo si sposterà inevitabilmente da Parma a Roma, con conseguenze imprevedibili.

    • La classe politica più vecchia d’Europa è in subbuglio….ha scoperto che gli elettori non sono poi così coglioni. Bossi, patetica figura di vecchio malato, minaccia di non lasciare prima di vedere la padania liberata, mentre Berlusconi sta pensando a cosa farà da grande! Siamo in pieno vaudeville!

  4. “…Cerchiamo una persona con esperienza della gestione della macchina comunale per la carica di direttore generale al più presto. Incensurata, non legata ai partiti, di provata competenza”

    Sono gli stessi requisiti che, una decina di anno or sono o forse più, venivano richiesti a livello locale dal PDS per i candidati, con il risultato di eleggere una marea di incapaci e di incompetenti. A questo punto, in moltissime amministrazioni che pure avevano visto il successo del centrosinistra, ad amministrare il Comune ed i loro interessi furono solo i funzionari del comune, quegli stessi che poi, con i successi della lega, vennero sostituiti d’ imperio con leghisti e pidiellini di provata fede che ancora adesso infestano i comuni del bresciano.

  5. La casta dei partiti, avvitata su se stessa, protagonista di minuetti per scegliere e allontanare alleanze, in un abominio quotidiano, formata dalle solite vecchie facce rotte a tutte le esperienze, sta aprendo un’autostrada a questo movimento. Dobbiamo farcene una ragione, se questo è il nuovo non ci resta che stare a guardare….di piangere non mi va! Cittadini “normali” si aggrappano all’unica corda gettata ai naufraghi! Questo è: la strada per il M5S è tutta in discesa….barriere non ne vedo, se non quelle meschine e masochiste dei brontosauri, innalzate a difesa di un fortino solo autoreferenziale!

  6. Quelli che perdiamo siamo noi.Loro sanno o came reciclarsi o come rimanere sempre nel giro.

  7. ahahah buffoni. hanno già perso

  8. Siamo sempre a commentare un pseudo nuovo che avanza.Qualche mese fa erano i forconi a tenere testa.Ora è Grillo che anche se è da qualche hanno che fa il venditore ambulante solo in queste amministrative a fatto il boom che solo Napolitano non ha sentito.Magari un Amplifon non guasterebbe.Prossimamente a tenere banco come nuovo che avanza ci ritroveremo Montezemolo.Aborro.Tutte pseudo novità in campo per riempire un vuoto che la sinistra lascia che siano gli altri a riempire salvo poi fare analisi e contro analisi.E per sinistra non mi riferisco certo al PD ormai è chiaro a tutti che non ha nulla di sinistra.Mi riferisco anche e soprattutto a quella che il parlamento lo vede col binocolo e vuole continuare a vederlo col binocolo lasciando una grossa parte di elettorato senza rappresentanza politica e in balia dell’astensionismo del populista o del saltinbanco di turno.

    • Alessandro, in qualsiasi altro paese al mondo quando una parte politica perde consensi è la parte avversa che li guadagna. La sinistra in Italia è riuscita a fare ciò che non è mai riuscito a fare nessuno: guardare il disfacimento del centrodestra senza guadagnarci un solo voto. Anzi, in percentuale, a perdere consensi fra la prima e la seconda tornata elettorale.

      • Non solo ma vorrei ricordare a Bersani che dice di aver vinto senza se e senza ma che se in percentuale il suo partito ha tenuto in termini di voti li ha persi visto l’astensionismo.

  9. Sono miseramente stupidi, questi partiti..
    Direi ai moribondi partiti che, se vogliono stare a galla, devoo scoprire le loro magagne ai cittadini e correggerle chirurgicamente, tagliando fino alla parte sana (posto che ci sia).
    Avrei da dire anche qualcosa alla stampa. Grillo la sbeffeggia. Taccia, dunque, su Grillo. Lui dice di avere il suo canale sulla rete. Buon pro gli faccia!

  10. Mi spaventa constatare che nessuno di noi sa quale partito sopravviverà al post berlusconismo!

    • Berlusconi e il berlusconismo ma anche l’antiberlusconismo sono stati i pilastri di un cambiamento che ci ha portati ad oggi (nel bene e nel male) e prima dell’ingresso del Cavaliere in politica nessuno si immaginava lontanamente la via che avremmo percorso. Adesso siamo al “reload” (tanto per usare una parola esterofila per non perdere la cattiva abitudine). Qualunque prospettiva si affacci – rivelata dalla caduta delle ideologie e del rampantismo – sarà comunque da instradare tenendo conto del passato e degli errori. Ma senza paura, senza paura!

  11. Sono oltretutto degli imbecilli! Prescindendo dal fatto, che come osserva giustamente Leone anche il pdl non risponde per nulla ai canoni richiesti, vogliono escludere il movimento 5 stelle dai finanziamenti, cosa che l’elettore vorrebbe fare CON TUTTI I PARTITI! Il furbetto che ha proposto l’emendamento soffre di amnesia?

  12. Un gesto “sporco” e da… disperati. In pratica un auto goal!

  13. Non c’e’ che dire fare fronte comune contro l antipolitica gli riesce benissimo…sono talmente spaventati che a sentire nominare “proporzionale”gli si incastra in gola…

  14. be se leggiamo lo statuto della Lega
    “Art. 1 – Finalità
    Il Movimento politico denominato “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania” (in
    seguito indicato come Movimento oppure Lega Nord o Lega Nord – Padania), costituito
    da Associazioni Politiche, ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della
    Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale
    Repubblica Federale indipendente e sovrana.”

    .. aloro spetterebbero i rimbori…

  15. Continuano a preparare la corda alla quale impiccarsi alle politiche. Bene così. Mi dispiace solo che questo sono altri migliaia di voti regalati a Grillo.

  16. Ragazzi, l’antipolitica (quella vera) è fatta così! E quando è fatta da onorevoli criminali incalliti , si finisce inevitabilmente nella cloaca putrescente di Madamacitorio!
    Non parliamo del ridicolo a cui si espongono, tanto neanche se ne accorgono!
    Eh sì, la paura fa 90….

  17. Questi sono davvero alla canna del gas in tutti i sensi !!Per questo sono ancora più pericolosi perchè hanno perso anche quel po’ di lucidità mentale per ravvedersi del loro marciume!

  18. “…l’erogazione dei rimborsi sia vincolata al fatto che il partito destinatario dei fondi si sia dotato di uno statuto «conformato a principi democratici nella vita interna con particolare riguardo alla scelta dei candidati, al rispetto delle minoranze, ai diritti degli
    iscritti».”
    Praticamente, anche il PDL non beccherà più un cent !!!

  19. Oltretutto si vede lontano un miglio che è una norma “ad personam”. Se non avessero trovato la scusa dello stratuto ne avrebbero inventata un’altra. Non solo sono corrotti. Sono anche ciechi. Stanno aiutando Grillo nella campagna elettorale per le politiche. Più coglioni di così…

  20. Non è certamente una misura che tagliera’ le gambe a Grillo….!!!!! La campagna elettorale di Pizzarotti a Parma è costata la mirabolante cifra di …….6000 euro dunque…….che senso ha tagliare le gambe a chi c’è l’ha gia’corte per natura?????

    • ROSA…Tanto più questo provvedimento si dimostra per quello che è : una sonora coglioneria! Servirà, eccome, a Grillo a imbastirci su la prossima campagna elettorale!!! Roba da non credere, gli forniscono pure gli assist! Meglio che si facciano consigliare dalla “Casaleggio & Associati” !!!!

  21. BUONGIORNO….Ho sentito questa notizia ierisera dai TG. Il mio parere, espresso a caldo, è che se questa norma è antigrillina, i partiti che l’hanno pensata e votata danno dimostrazione di voler battere il movimento non con strumenti politici ma con subdole manovre trasversali, e di temerlo più di quanto non esprimano a parole. Che Grillo accetti o meno di ricorrere al finanziamento è affar suo, ma che si usino questi mezzucci cautelativi e vendicativi è assai spregevole, a mio avviso. Oltretutto si dà all’avversario un motivo in più per sputtanarli nelle piazze del paese!
    Per quanto riguarda poi votare provvedimenti per salvare la “roba” non mi esprimo neanche!!!!! Fanno i moralizzatori sul piano giuridico e poi dimostrano quanto siano attaccati al vile denaro!!!! ;-)

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