
COSA VOGLIONO LE DONNE
di Massimo Gramellini
Per ragioni non riassumibili in venti righe, un cavaliere della Tavola Rotonda si ritrovò sposato a una donna vecchia, sdentata e puzzolente. Dopo il supplizio della festa di nozze, durante la quale il mostro gli aveva ruttato addosso a ogni boccone, il cavaliere raggiunse la camera da letto con passi lenti da condannato. Quand’ecco spalancarsi la porta e apparire la megera, trasformata in una fanciulla incantevole. Abbracciò lo sposo e gli disse: «Sono vittima di un sortilegio. Devi scegliere: preferisci avermi orrida di giorno e radiosa di sera, o viceversa?». Il pensiero del cavaliere andò al suo amico più caro: esibizionista com’era, avrebbe tranquillamente accettato di dormire per sempre con una racchia, pur di avere una fata da esibire agli amici. Poi si immaginò la risposta del suo palafreniere, un ragazzo passionale. Lui al contrario avrebbe sfidato volentieri i commenti malevoli del prossimo, in cambio della possibilità di incontrare la bellezza fra le lenzuola. Ma il cavaliere della Tavola Rotonda la pensava diversamente da entrambi. Disse alla sua sposa che una scelta così importante poteva spettare soltanto a lei. La strega sorrise: «Allora io scelgo di rimanere bella per tutto il tempo, dal momento che tu mi hai rispettata, lasciandomi libera di decidere il mio destino».
(Dedicato ai maschi privi di educazione sentimentale e incapaci di evolvere, che perseguitano le donne che non li desiderano o non li desiderano più, arrivando a picchiarle e addirittura a ucciderle, come è accaduto ancora ieri a Legnano).
Categorie: Politica, cultura
Etichette: Cosa vogliono le donne, donna, Massimo Gramellini
Quello che colgo, ogni volta che leggo una favola tradizionale e di genere romantico, è che la il protagonista principale è sempre l’uomo, che comunque, decide se dare la possibiltà alla donna di essere libera di sciegliere e di conseguenza anche ringraziarlo per averle dato l’opportunità. Questa concezione imperiale e dominante dell’uomo, crea l’illusione che la donna possa sciegliere la propria libertà o sudditanza in base a una volontà, comunque e sempre maschile. Quindi, ancora una volta, la donna è il soggetto subalterno dell’uomo. Vero è che, anche nell’odierna società, il sistema è improntato su quello che l’uomo vuole o far credere che sia quello che la donna scieglie per sè. Manca una cultura di base femminile, che eguaglia la donna all’uomo come soggetti paritari degli stessi diritti e doveri, con un educazione volta all’espressione della crescita autonoma ed indipendente di entrambi, per poi, relazionarsi e condividere le proprie esperienze e vite con reciproco ascolto e rispetto, dando all’altro, la stessa importanza di se stesso. Spesso, viene a mancare proprio l’ascolto dell’altro per poter relazionarsi insieme nel reciproco rispetto delle aspettative di ognuno, senza dominare con le proprie speranze, volontà e desideri propri che si hanno e che si vuole, anche per forza, siano le stesse del partner.
Il femminicidio è purtroppo in questo Paese, sanguinosamente all’ordine del giorno.
La religione cattolica ha la sua parte, nella misoginia che da sempre affiora e sfiora i suoi apparati. Ma anche la cultura e la politica sono impregnati ancora troppo di patriarcale. A parole sono tutti d’accordo, ma nella pratica basta vedere quante sono le donne che siedono in Parlamente nei Cda ecc. Ancora troppo poche, pochissime!
Mentre “Il corpo delle donne” ci mostra grazie al fruttuoso lavoro della sua regista in che condizione sia veicolata l’immagine della donna, e come sia la sua realtà, in questo Paese.
Resto dell’idea che una sana coercizione democratica vada al più presto applicata e severamente fatta rispettare. (50 e 50 di legge, come e meglio degli evoluti Paesi nordici).
Dopodichè sulle parole basta intendersi: si può essere “guerrieri e vincenti” senza mai arrecare violenza, tanto meno alla propria amata, se è vero, davvero, che è amata e non.. “usata”.
Semplicemente perché è una bella storiella per bambinetti! Nulla di più… Non ci vedo grandi contenuti psicologici o psico-pedagodici, Anzi non li vedo proprio e sono sopraffatta dai vostri post pieni di grazie di condanna alla violenza fisica, ecc. Mah! Sarò cinica, come dice @Nives o forse sono snob e pretendo di più…
Premesso che condanno in assoluto la violenza fisica su ogni essere umano, vorrei sommessamente dire che l’indole di un uomo abituato a vedere nella donna l’oggetto dei suoi desideri (malanno più diffuso di quanto si creda) emerge immediatamente, ai primi incontri, da piccole cose che spesso vengono sottovalutate o peggio, confuse come sintomi di un grande amore nei propri confronti. L’errore di una donna è tutto qui, ma quegli uomini andrebbero sottoposti a trattamento terapeutico obbligatorio insieme ai loro genitori che non di rado hanno qualche responsabilità.
Grazie, venti righe di rispetto.
Devo fare un chiarimento, che mi sembra doveroso,in quanto evidentemente non mi sono espressa bene. IO NON DO LA COLPA ALLE MADRI per l’educazione sbagliata…… c i sono madri rigorosissime sul come ci si deve comportare a tavola, o su come ci si deve comportare in società che però allevano i figli, specie i maschi, con l’idea che essi siano e debbano essere anche per gli altri la perfezione! Li abituano, ovviamente e logicamente coadiuvate dai padri, all’idea che in quanto maschio è superiore alla femmina. La femmina DEVE SERVIRE IL MASCHIO nelle sue necessità primarie.l Lo fa la mamma col marito e i figli e approfitta dell’aiuto delle figlie appena queste sono in grado per l’età di farlo! Con questo non voglio certo dire che li istigano alla violenza, questa può essere insita nel carattere o nell’istinto, ma affiora anche quando non viene rispettato il principio di superiorità cui è stato abituato. “io sono perfetto, sono maschio e comando, e tu femmina, moglie madre o compagna devi essere assoggettata al mio volere. Se poi osi lasciarmi……” Certo Nives, che un bambino veda uccidere la propria madre dal padre è orribile, nè sto difendendo il mostro, ma cerco di capire il perché di tale violenza, che cosa la causa, perché un motivo, all’origine di tutto questo male c’è sempre!
(y)
é Una Bella Favola non è Vero ?????? La Violenza Sulla Donna Và peggiorando Sempre Più ,,,,,, è Da Condannare ,,,,,,, I Genitori Debbono Insegnare Ai Loro Figli ,,,, Il Rispetto Della Persona ,,,,,,, Uomo O Donna Che Sia ,,,,,, Ma Il Rispetto Della Persona ………Ciao ……….. ( Y )
Sì. Funziona così.
Questa storia mi sembra una gran c….ta, a cominciare dalla solita divisione fra fate o streghe!
Cristina…anche il tuo commento non è male come cag*** !
tempi duri per i maschi..ma..ne esistono molti in circolazione?la violenza denota una inferiorita ed un complesso molto vasto di capacità intellettiva..quando un uomo ha bisogno di ricorrere alla violenza si squalifica da solo..e che dire di coloro che si sentono forti solo se stanno nel branco per sentirsi forte?
una cosa che veramente non sopporto è quando si dà la colpa “solo” alle madri nell’educare male i figli, ma i padri cosa fanno? Non educano? O sono assenti? anche essere assenti è una colpa. Inoltre le madri non educano solo i figli maschi ma anche le femmine: come mai queste non sono assassine? Insomma io credo che ci sia un ritardo culturale nell’uomo, chiamatela emancipazione se volete, mentre la donna è andata avanti l’uomo è rimasto indietro ed è rimasto indietro perchè la situazione precedente per lui era troppo comoda: poteva tradire, avere moglie/donna delle pulizie e un’amante, tra l’altro c’era persino il delitto d’onore ….
QUANTA VIOLENZA IN QUESTO PORCO MONDO, VOI MI DIRETE MA CHE CAVOLO C’ENTRA? SPESSO MI PERVADE UN ‘ANGOSCIA SOFFOCANTE CHE NON MI FA PRENDER SONNO, PENSO A QUELLE DONNE (MA ANCHE UOMINI) CHE CHIUSE TRA QUELLE MALEDETTE MURA DI LAGER PSICHIATRICI VENGONO VIOLENTATE FISICAMENTE, NON TRATTATE PSICHICAMENTE, OSSIA LASCIATE NEL LORO DELIRIO, TANTO LORO SONO “OUT”.DA MESI 180 BIMBI, IL PIU’ GRANDE AVRA’ CREDO 9 ANNI, SONO RINCHIUSI IN CARCERE, GLI HANNO SOTTRATTO IL CIBO E VENGONO TUTTI TORTURATI CON LE SCOSSE ELETTRICHE, QUEI BIMBI ANCHE SE RIUSCIRANNO AD USCIR FUORI SARANNO ANCORA VIVI O ESISTERANNO COME ZOMBIE?
(ANCHE PER COLPA MIA! SCRIVO MA NON FACCIO NIENTE)
MI HANNO PROPOSTO DI ANDARE A TEL AVIV PER UNA CAUSA BAMBINI PRO PALESTINA, LO FARO’?
Questo messaggio io lo dedicherei anche alle donne che, in quanto madri ,possano educare i figli al rispetto della libertà nei confronti delle donne ,dei diversi ,delle disabilità.
Natalina….questo era lo spirito del pezzo di Gramellini, credo….
Sto facendo un entativo di trasmissione. Messagio senza altro oggetto.
Forse non si è voluto cogliere la metafora e la morale che quasi sempre nasconde un racconto fiabesco. Tirar fuori gli artigli non giova all’essenza del nostro essere femmine! Quando ci offrono una rosa, accettiamola. Non dobbiamo aver paura di cedere alla tenerezza!
Ovviamente sono d’accordo con l’affermazione che la violenza (fisica e psicologica) sia deprecabile da qualunque parte venga (e chi tra i sani di mente potrebbe sostenere il contrario ?) … Non è certo irrilevante però che la MAGGIOR PARTE degli omicidi chiamati impropriamente passionali siano consumati da UOMINI nei confronti di DONNE … e della violenza sessuale ne vogliamo parlare ?? che poi ci siano donne persecutrici e violentatrici (almeno dal punto di vista morale) non lo possiamo escludere, ma senza dubbio saranno la minoranza …
Come sempre condivido anche le virgole con Giacomo
un uomo che alza le mani su una donna ( e l’ho provato sulla mia pelle ) non si può più definire tale…
già…
Per piacere! Da diabete tant’é…zuccherino o da leggere ai bimbi, la sera, per farli rapidamente addormentare…
Renèe, magari tutte le mamme dessero questo zuccherino ai propri figli maschi ogni sera prima di addormentarsi! Ci sarebbero sicuramente più uomini rispettosi delle donne in giro per il mondo, invece di mammoni violenti mai cresciuti…
Renèe, perchè un commento così cinico?
MARISA….per concludere, qualsiasi vessazione psicologica non è minimamente paragonabile alla violenza psicologica inferta ad un bambino che vede la propria madre trucidata davanti all’asilo da quella figura familiare diventata mostro!
Le sberle fanno rumore. Gli asassini anche. Ovviamente sono inaccettabili. Ho la sensazione che, nella maggioranza dei focolari italiani, la donna sia un despota legislatore e giudice di buona parte della vita del marito (o compagno) e dei figli. L’ho vissuto in prima persona in un altra vita. Qeulla violenza è micidiale. Avrei preferito qualche cazzotto in faccia.
Jordi, qualsiasi violenza psicologica non ti porta al cimitero. E se lo fa, bisogna vedere il grado di debolezza di chi la subisce. C’è sempre la possibilità di aprire una porta e di preparare una valigia per cambiare vita. Ma a che serve una porta ad una donna sopraffatta dalla violenza cieca di un uomo? Vi prego, non mettiamo – per rispetto delle tante donne morte – sullo stesso piano le due cose…
Giacomo, ciao.
No ho mai alzato le mani su nessuno (salvo una volta su mio figlio, che me ne è riconoscente), ma non mi vergogno di dire che, nella mia vita precedente, ho pensato di far fuori una donna che era mia moglie.
La violenza psicologica sistematica lungo gli anni ti porta magari all’alcoolismo, l’instabilità animica permanente, la follia, l’inferno in terra. Talmente grande era quell’inferno mio che, accantona l’idea dei fare fuori quella donna, pensai la suicidio. Un’altra donna, però, mi tirò fuori da tanta follia.
T’assicuro, Giacomo, che fare la valigia mi costò moltissimo da ogni punto di vista, non escluso quello economico. POsso die che una donna mi aiutò a no far male a un’altra donna e a me stesso.
Il tema affrontato è difficilissimo da trattare, perché la violenza fisica e psicologica va equamente divisa fra uomini e donne. La cronaca però riporta quasi sempre notizie di violenze perpetrate su donne da parte di uomini padroni, che fanno della loro forza fisica baluardo della loro mascolinità frustrata! Spesso questi mostri sono figli di donne violente, che non hanno saputo trasmettere il rispetto e l’amore verso le donne; spesso appartengono a categorie che da secoli esercitano sulla donna una padronanza dovuta soltanto al fatto di essere nati maschi e quel pezzetto di carne in più sembra dia diritto di vita o di morte nei confronti dell’altro sesso! E non appartiene soltanto alle classi meno abbienti, perché la violenza è figlia sia dell’istinto di ciascuno, che della malintesa idea di essere superiori agli altri. La fiaba raccontata da Gramellini è appunto soltanto una fiaba, nella realtà dei fatti il bel cavaliere è un bruto, violento e prepotente, che non sa far di meglio che picchiare e addirittura uccidere la sua donna. Mentre la donna bella come il sole è talvolta la stessa madre snaturata che inculca nel figlio i principi sbagliati che lo renderanno poi il MOSTRO!
come il solito siamo andate “fuori tema” , concordo che una donna non si deve toccare MAI e che bisogna rispettarla SEMPRE… AMORE è.. lasciarla andare quando un sentimento finisce
( e aggiungo: ai miei nonni non era stato insegnato un bel niente, eppure i loro figli sono cresciuti con la schiena diritta ….)
Loredana, per favore! Non cominciare il discorso della “scuola che non fa”. Noi, è vero, siam o insegnanti, educatori, ma pur sempre limitati,avendo i ragazzi per poche ore. Vogliamo parlare delle famiglie che se ne fregano, invece, delegando a noi un compito che è invece loro?
Dando per acquisito, appunto, che le mani, MAI E POI MAI vanno alzate su chicchessia, è ovvio che una superiore forza fisica abbia buon gioco su una donna. Ma, come dicevi, esistono violenze, e anche torture, psicologiche, che lasciano segni profondi, quantunque non visibili.Solo che le donne ne parlano, gli uomini no. Tutto qui.
Sono d’accordo….e perchè? Se c’è un maschio nel circondario, batta un colpo!
Buon giorno a tutti. Alla fine questi violenti/e a me fanno anche pena, e attenzione la violenza maschile è tutt’altra cosa rispetto a quella femminile, hanno matrici diverse.
Comunque alla base di ognuna c’è la cattiva educazione. Cosa fa la scuola per insegnare dalle prime classi il rispetto, la tolleranza, lo spirito di collaborazione, il senso di vivere civile ?Niente ! E’ a discrezione della capacità e dell’impegno dell’insegnante che raramente emerge. Materie come filosofia, pedagogia, psicologia dovrebbero essere insegnate, adeguatamente, dalle prime classi delle elementari, invece la crescita dell’individuo viene lasciata al caso. E quando dicono che la famiglia è preposta a questo rispondo che se alla famiglia non è stato insegnato come fa a sua volta ad insegnare !
E qui sono con te! E’ che secoli di retaggi culturali distorti li rendono incapaci di fare “outing”. ( chi non ricorda quando si diceva che i maschi non DEVONO piangere, mai?). Ma che la violenza sia solo maschile, questo no, non l’accetto.
FLAVIA…è chiaro che la violenza maschile fa paura! io sarei terrorizzata all’idea che un uomo possa, quando ne ha l’impulso, alzare le mani su di me! (conoscendonmi sai bene che quell’uomo non è nato e sua madre comunque è sterile). Lo considero un gesto vigliacco, perchè raramente una donna può difendersi dalla brutalità del maschio incazzato! La violenza femminile è più subdola e non lascia aloni neri intorno agli occhi. Gli uomini debbono uscire dal retaggio che li vuole guerrieri e vincenti! Non sempre è così e non debbono nascondere questa realtà, a se stessi e agli altri.
Forse per dar loro risalto debbono raggiungere il livello di “vittime”, come, purtroppo, accade per le donne!!!!! Penso comunque che l’una non escluda l’altra, cioè che si debba dare risalto al conteggio quotidiano di queste vittime e nel contempo che gli uomini cerchino di “pubblicizzare” il loro status di vittime di vessazione psicologica! Ma sono arrivati da poco a questa consapevolezza, debbono fare strada! Avanti maschi, io tifo per voi!
Ma ci sono, Nives, eccome!!! Solo che non hanno risalto, appunto.
Flavia, mi dispiace, non sono d’accordo. La violenza fisica – è di questo che stiamo parlando – di un uomo su una donna non può minimamente essere paragonata a quella che una donna può infliggere ad un uomo. Se non altro per una questione di forza fisica. E anche se esistono episodi al riguardo non possono minimamente essere paragonati, per frequenza, a quelle di un uomo su una donna. Se poi parliamo di violenza psicologica sono d’accordo con Nives. Ma quello è un altro discorso che esula dal tema del post. Qui si parla di lesioni e di morte.
La strega che premia il cavaliere è, ovviamente, una metafora. Quanti uomini rispettano i desideri di una donna? E quanti – ancora – la considerano un oggetto di loro proprietà? Un corpo di cui servirsi al momento del “bisogno”?
Fin quando non sarete voi donne a prendere coscienza di tutto ciò e a smetterla di mettere le “due violenze” (uomo-donna e donna-uomo) sullo stesso piano, nulla cambierà mai in questo sporco mondo…
Questa notizia raccapricciante é di poche settimane fa ma non ha avuto il risalto sui quotidiani nazionali che hanno i cosiddetti “femminicidi” . Questo come lo chiamiamo?
http://www.lanazione.it/cronaca/2012/05/16/713531-niente-arresto-per-brigitte.shtml
Apprezzo le intenzioni dell’articolo….ma non mi convince del tutto, la strega che premia il cavaliere….
( tra l’altro, Nives, stiamo dicendo la stessa cosa. Coinvolge uomini e donne la violenza. Che è la stessa cosa che ho detto io).
Nives: la cronaca quotidiana, appunto. Se si continuano ad amplificare i casi di donne maltrattate e/o ammazzate e si fa silenzio sui casi contrari, è ovvio che l’attenzione è focalizzata su questi!!! Mai che si legga di donne che maltrattano o picchiano, o brutalizzano i partner….Eppure ci sono.
FLAVIA….io penso che un malinteso machismo porti l’uomo a non rendere pubblico il suo maltrattamento tra le mura domestiche….cominciassero a denunciare o a riunirsi in associazioni! Già esiste quella dei padri allontanati dai figli per decisione scellerata di partners paranoiche, vendicative e insensibili agli interessi dei figli! Si associno per denunciare la brutalità delle compagne fra le mura domestiche! E non abbiano timore di essere presi per i fondelli dai colleghi maschi!!!!!
Personalmente non credo si possa liquidare un argomento cosi’ complesso,come il rapporto di coppia,esistono innumerevoli esempi,in negativo,da entrambe le parti.Tuttavia ritengo doveroso sottolineare che la violenza,fino al suo estremo,sia sempre da condannare,non esistono sufficienti giustificazioni per tale gesto.
Leggendo questo articolo m e’ venuta in mente la terrificante storia d Valentina Pitzalis a lei purtroppo é stata tolta per sempre la possibilità di scegliere il suo destino, il suo volto é stato cancellato dall ex marito…le ha gettato del kerosene per poi darle fuoco… voleva annullarla per sempre ma lei ha lottato ed e’ sopravvissuta …e nn siamo in Bangladesh ma nell italianissima Carbonia…e nel ricordarla non c vedo femminismo solo atroce realtà…
Concordo con Flavia,la violenza è condannabile sotto qualsiasi forma,ci sono donne che sottomettono i mariti ,rendendoli dei burattini,,e donne ,che pur di restare con l’ uomo ,del quale si dicono innamorate,accettano tutto,botte comprese e non lo fanno sempre per paura,ma per scelta
A costo di essere in controtendenza e certa di attirarmi gli strali delle mie simili, dissento.La violenza NON è solo e sempre maschile, non è vero che SOLO gli uomini sono aguzzini. E’ che fa notizia, spezza una lancia in favore di quello pseudo-femminismo d’accatto del quale ancora non ci siamo liberate. Ci sono donne che brutalizzano gli uomini, psicologicamente e fisicamente, ma nessuno ne parla.E francamente, mi sono stufata: la violenza non ha sesso,smettiamola con queste differenze di genere !
FLAVIA….scusa sai ma è la cronaca quotidiana che fa la “differenza di genere”. La violenza psicologica è una piaga che viene esercitata in casa, sui luoghi di lavoro e finanche negli asili e scuole e coinvolge uomini e donne! Altro è fare lo scarno conteggio degli omicidi, per quelle vittime non v’è rimedio alcuno! Non esistono psichiatri che le possano riportare in vita, mentre negli altri casi si! Dissento anch’io, per una volta, col tuo pensiero! Ma non è grave, anzi…è stimolante!
Io vorrei dedicarlo anche a quegli uomini che pensano che la donna sia una specie di trofeo da esporre, a quelli che non si rassegnano al fatto che la donna possa essere indipendente e che non è un essere ne’ inferiore, ne’ sottomesso.
Ecco cosa voglimo noi donne : il rispetto del pensiero e di decidere del nostro destino.
Come sempre più che apprezzabili la sensibilità di Gramellini e il conciso commento della NOSTRA Nives.
GIOVANNA….più gratificante di tutto è essere definita: “NOSTRA Nives…” credimi!
Il rispetto per la donna è un valore ancora da acquisire, oggi.
Me ne sono accorta che avevo già inserito, e non so cancellarlo…
Se una donna mi piace (scusate se uso ancora il presente) non ho difficoltà a dichiararmi e a corteggiarla, sempre che non debba aspettare un secolo per vedere i risultati della mia attenzione. Ho conosciuto il verbo rifiutare all’attivo e al passivo, è un rischio che si corre quando non si riesce a stare da soli perché ci si sente incompleti, irrealizzati, monchi. Credo sia lo stesso per una donna. Ma l’idea che una donna debba stare con me anche se le faccio schifo (sto esagerando), e che un uomo possa arrivare a sentirsi padrone della “sua” donna (non importa quanto tempo siano stati insieme) fino a picchiarla e ucciderla se a un certo punto la stessa decide di mollarlo, questo mi fa orrore. Nives, come al solito, ha centrato il problema con poche ma precise parole.
GIUSEPPINA, nell’ultima riga ne parla….
Non mi entusiasma, visto che parlava di donne poteva inserire il femminicidio accaduto ieri, almeno sarebbe stato un po’ più realista..
Dedicata a chi mai la leggerà e mai potrà capire che la sua fragilità e inferiorità non saranno sanate da un gesto violento!