Atenei, 200 milioni in meno. Più fondi agli istituti cattolici.
La Republica, pag.3
Cade di nuovo la scure sulle università. Dal 2013 il Fondo per il finanziamento ordinario degli atenei sarà ridotto di 200 milioni. Prevista una riorganizzazione anche per gli enti di ricerca a cominciare dal Cnr, dall’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e da quello di geofisica e vulcanologia (Ingv). Vengono invece soppressi l’Istituto nazionale di ricerca metrologica, la Stazione zoologica Anton Dohrn, l’Istituto italiano di studi germanici e l’Istituto nazionale di alta matematica. A rischio anche l’Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale, quello di astrofisica e il Museo storico intitolato a Enrico Fermi.
Per le scuole non statali (cattoliche) sono in arrivo invece nuovi fondi per 200 milioni . Tra le misure anche un maggiore coordinamento tra gli istituti che formano i funzionari pubblici e una riforma del sistema di reclutamento.
LEGGETE ANCHE:
COSI’ VIENE UMILIATA L’ISTRUZIONE PUBBLICA di Nadia Urbinati
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PER CHI NON AVESSE CAPITO CHE LO SCOPO DELL’INFORMAZIONE NON E’ “FARE POLEMICA” MA FAR CAMBIARE LE DECISIONI SBAGLIATE DEI GOVERNI:
UNA BUONA NOTIZIA: Atenei, salvi i 200 milioni. Niente soldi alle scuole private.
Categorie: Politica, cultura
http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/07/04/fabio-sabatini-200-in-meno-alluniversita-pubblica-200-in-piu-alle-scuole-private-i-conti-tornano/?utm_source=feedburner&utm_medium=twitter&utm_campaign=Feed%3A+MicroMegaBlog+%28I+blog+di+MicroMega%29
Da: Una «spending review» è per sempre
di Francesco Piccioni – http://giacomosalerno.wordpress.com/2012/07/04/una-spending-review-e-per-sempre-di-francesco-piccioni/
“…Invece il governo si sta muovendo sulla linea Tremonti, ovvero verso «tagli lineari» che non badano al merito di quel che viene colpito, ma solo alla dimensione (sperata) del risparmio. Un metodo un tantino ottuso, che ha già dato il peggio di sé con la riforma delle pensioni, generando una massa di «esodati» molto superiore al previsto. Come altro giudicare il taglio del 20% dei dirigenti pubblici e, a seguire, del 10% dei dipendenti? Davvero queste cifre così tonde sono il frutto di un’attenta analisi dei compiti e delle piante organiche? Difficile crederlo. È lo stesso ministro della funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, a confessarlo involontariamente: «si procederà alla riduzione del personale solo dopo la verifica delle piante organiche», in modo da «modulare l’intervento attraverso la mobilità di due anni». È lampante che se l’analisi degli organici deve ancora esser fatta, quella riduzione «rotonda» obbedisce a criteri puramente contabili, non di «efficienza della macchina». ”
Tagli lineari su tutti i servizi ??? Negare, negare sempre, soprattutto l’ evidenza
Federico, queste non sono “polemiche”. E lo dimostra l’articolo di Nadia Urbinati su “La Repubblica” di oggi.
COSI’ VIENE UMILIATA L’ISTRUZIONE PUBBLICA di Nadia Urbinati
E non credo che “La Repubblica” sia una testata che vada contro il governo. Anzi! Poi, se polemica deve essere, aggiungo – ma questa è una mia opinione personale, non la verità assoluta – che anche un centesimo dato agli istituti cattolici è per me un furto legalizzato.
Insisto, la trovo una polemica inutile e pretestuosa. Tanto per chiarire: idealmente sono d’accordo con il vecchio Calamandrei, con la Urbinati e con te. Purtroppo il problema non nasce da Monti. Ora sono di fretta, spero di essermi spiegato meglio qui: http://flaneurotic.wordpress.com/2012/07/05/monti-gli-asili-cattolici-e-i-cani-di-pavlov/
Ah, su questo mi trovi completamente d’accordo. Solo che un pò più di “laicità” non avrebbe fatto male a nessuno, non credi? Ma non toccava a Monti dimostrarla. Su questo non c’è dubbio. Tanti cosiddetti “di sinistra” hanno fatto scempio di questa parola. Ma una cosa è certa. Ogni volta che si storna un solo euro dal pubblico al privato si commette un’illegalità. Ed io denuncerò sempre questo schifo tipicamente italiano. E – insieme all’azione – anche l’autore. Sia egli di destra, di sinistra o di centro. Se per te questa è polemica “inutile e pretestuosa”…beh, per me, invece, è indignazione utile e doverosa.
Certo è che l’indignazione da sola non ci salverà, altrettanto certo è che si deve alzare la voce dei protesta dei laici che vorrebbero una scuola decattolicizzata. Perchè le scuole coraniche destano così tanta preoccupazione e timore? Perchè l’indottrinamento è sempre una forma di violenza fatta alle libere coscienze! io ne so qualcosa, essendo stata “educata” fino all’età di 11 anni in un istituto religioso! Non vi dico quello che ho visto e sentito e ciò a cui ho dovuto sottostare, fin dall’ingresso in aula ogni mattina!
Federico ti rendi conto che le scuole private sorgono, proliferano,e utilizzando soldi nostri inculcando nei partecipanti i concetti per cui sono nate e non una serena laica ed imparziale educazione!!! come dovrebbe essere!
Dunque, per quanto riguarda le “soppressioni” degli istituti, si tratta più che altro di accorpamenti. L’istituto di Alta Matematica, ad esempio, diventerà una sezione del CNR, a quanto ho capito. E non mi pare un male, onestamente.
In quanto ai 200 milioni alle scuole paritarie – notizia che mi aveva messo in allarme – NON si tratta di nuovi stanziamenti, ma di un “taglio ai tagli”. In termini assoluti anche le scuole paritarie subiranno un taglio (60 milioni, stando a quanto dicono, stracciandosi le vesti, su Avvenire). Infine, quando parliamo di scuole paritarie parliamo sì, in gran parte, di scuole cattoliche, ma soprattutto parliamo di asili e scuole primarie che in tante aree di provincia del Paese sono *l’unica possibilità esistente*. Possiamo discutere finché vogliamo le scelte fatte in altri anni ma ora, schivata per poco la bancarotta, si tratta di garantire il servizio. Le polemiche non servono a un bel nulla.
Federico, mai “polemica” è stata più giusta, non credi?
UNA BUONA NOTIZIA: Atenei, salvi i 200 milioni. Niente soldi alle scuole private.
Bene per l’Università, anche se continui a non capire cosa significa in questo caso “scuole private”. Per molti anni ancora (decenni?) non verrà costruito alcun nuovo asilo statale e temo che nel frattempo le famiglie dovranno accollarsi le bollette di gas e luce di quelli paritari. Oppure terranno i figli a casa.
FEDERICO GNECH,
mi dispiace, potrei controbattere al tuo post, come ho fatto per gli altri, ma questa volta non posso. Non è mia abitudina continuare un dialogo con persone che iniziano i loro discorsi scrivendo “CONTINUI A NON CAPIRE”. Io sono abituato a dialogare con persone che accettano idee diverse dalle loro, non considerandole frutto di “incapacità di comprendere” ma solamente “difformità di vedute”.
E con questo ti auguro un buon pomeriggio!
Perdonami, non intendevo offenderti, ma se continui a parlare genericamente di “scuola privata” dimostri di non aver capito il punto. Al paese dove sono nato l’unico asilo è gestito dalle suore. Non ci sono scuola materne statali. Purtroppo – e sottolineo purtroppo – questa è la situazione in tante zone d’Italia. I “fondi alle scuole private” vanno in gran parte agli asili. Questa non è una mia ‘opinione’ è un fatto che al limite potresti contestare. E comunque, detto en passant: dai l’impressione di essere un po’ troppo suscettibile per un confronto aperto con chi abbia idee diverse dalla tua. Buona serata
FEDERICO, questa è davvero bella, sai? Sarei io il suscettibile? Ho mai usato frasi irriguardose nei tuoi confronti? “Continui a non capire” ti sembra una frase di una persona che cerca il dialogo? E – soprattutto – ti sembra una frase che denota rispetto per l’interlocutore?
ps: Quando parli di “FATTI” ti pregherei di citare le fonti. O ci dobbiamo fidare della tua parola?
A settembre mio figlio andrà all asilo…dalla prima riunione e’ emerso che:la cancelleria ce la portiamo da casa…per tutto quello che manca la scuola confida in donazioni da parte dei genitori o altri….o in mercatini d beneficenza con i lavoretti dei bambini….insomma dobbiamo auto finzanziarci se vogliamo che i ns figli abbiamo dei colori e dei fogli su cui poter disegnare!!Io m sono diplomata in una scuola privata e ho deciso d iscrivere mio figlio alla pubblica perchè dopo la mia esperienza per me nella pubblica c’e’ più preparazione e serietà …s va avanti per merito e gli insegnanti sono in continuo aggiornamento e poi voglio che cresca con la mente ….libera!;)
@Nives – I futuri manovratori di banche e finanza hanno la strada già segnata e spianata, e il traguardo sicuro, che non necessariamente si taglia concludendo gli studi alla Bocconi, che è solo una delle varie possibilità di successo per i privilegiati. Gli “eletti” non hanno incertezze sul loro futuro lavorativo, sugli sbocchi occupazionali; non devono sottomettersi a selezioni di merito, non devono affrontare concorsi con posti già assegnati, non hanno da soffrire come i precari a vita. Per loro gli esami a un certo punto finiscono e c’è il posto pronto da occupare. Ogni regime ha le sue scuole di alta formazione tecnica, interne o, se necessario, esterne, presso nazioni politicamente alleate ed economicamente affini; e sa come allevare i polli di cui ha bisogno per la continuazione della specie. Tanto più hanno interesse al funzionamento di queste scuole-allevamento le consorterie economiche e finanziarie, i cosiddetti poteri forti che agiscono e decidono dentro e fuori le democrazie di facciata.
@Saverio….grazie…qualcosa del genere mi frullava nella testa! Tu hai messo ordine nell’affastellamento di sensazioni!
Il figlio di una mia conoscente “eletta”, 14 anni appena compiuti, è stato mandato un mese fa, da solo, in un college americano a “farsi una posizione”.
Comincio davvero a pensare che non si appartenga alla stessa species, neppure biologicamente….
Grazie, Giacomo! Nella scuola pubblica ho lavorato per 40 anni e 5 mesi. Il 31 agosto del 2011, alle ore 14.00, ho restituito le chiavi dell’ultima istituzione scolastica a me affidata e diretta per 4 anni, ho salutato e sono uscito per sempre da questo mondo. Negli ultimi anni di servizio ho assistito a schifezze sempre più umilianti per un dirigente, per gli insegnanti, per gli alunni, per i genitori. Mi rimane la consapevolezza di aver lavorato onestamente per il bene degli alunni, che il MIUR considera numeri e che nessun sindacato difende. Vedere che la scuola pubblica viene ancora una volta penalizzata a favore delle scuole cattoliche fa soffrire a prescindere dalle proprie convinzioni religiose.
So di cosa parli, Saverio. Io ho insegnato per 38 anni e 3 mesi nel liceo classico della mia città. E mi sono sempre ritenuto una persona fortunata perchè non mi sono mai alzato la mattina pensando di andare a lavorare. Fare un lavoro che ami è, forse, una delle più grandi fortune che possano capitare ad un uomo. Ma assistere, negli ultimi anni, a quelle “schifezze” a cui tu ti riferisci, e sapendo che stava per arrivare una riforma delle pensioni penalizzante, beh, mi ha convinto ad andare via due anni prima del dovuto. Anche per me il rapporto con la scuola si è chiuso il 31 agosto 2011. Non così per mia moglie, che dovrà rimanere altri 12 anni, invece degli 8 previsti prima della riforma…
La prima voce che qualifica il PIL dovrebbe essere “felicità e soddisfazione nel campo lavorativo”, invece, non solo manca il lavoro, ma spesso questo è assunto come un’amara medicina! Ma come oggi il lavoratore è costretto a mandarla giù!
Il governo di Comunione e Liberazione!
Ne abbiamo piene le palle!
che dire? chiedere conto a Profumo? non ci risponderà, spero solo che ci debbano pagare l’IMU anche se ho molti dubbi… poi dice che una diventa anticlericale…
FINANZIAMENTI ALLE SCUOLE CATTOLICHE…..DOVE SARANNO “PARTORITI” NUOVI MANOVRATORI DELLE GIA’ DEBOLI MENTI ITALIOTE…!!!
La pubblica istruzione, che nelle vere democrazie ha, tra le finalità istituzionali, la formazione di libere menti e di coscienze critiche, nei regimi di sfrenato liberismo in economia e di confessionalismo in campo religioso non viene nemmeno asservita all’ideologia dominante come è avvenuto e avviene nelle dittature, nere o rosse che siano: viene semplicemente ridimensionata come si fa con le istituzioni non funzionali al potere, e condannata a una fine lenta così da essere metabolizzata senza troppi sussulti. Al regime delle banche, della finanza internazionale, dei mercati, non servono intelligenze capaci di opporre rifiuti, ma solerti e sorridenti esecutori. Gli istituti cattolici sono ineguagliabili nel formare pecore e idioti.
Grande Saverio! Condivido parola per parola. Anche le virgole…
SAVERIO….chiedo: dove vanno a scuola i futuri manovratori di finanza e banche? Ci sono appositi atenei che li istradano verso queste carriere? Se si, si può tra questi annoverare la Bocconi?
Posso esclamare “MERDA” dal più profondo del cuore?
Nives…of course, you can!
TKS !
parole sante
Quello che non capisco, son sempre meno gli addetti e pretendono sempre di più. Vogliono essere odiati…, ma oliati. Fanno schifo tanto.
essere servi della chiesa ci portera’ alle porte dell’inferno
Bella squadra di professori il governo Monti!!!
vorrei solo che mi dicessero il perchè. dovranno pur risponderne pubblicamente.
maledetto paese!
Ecco appunto! ma i cervelli in fuga di quali persone sono?
Oggi che la Fornero non è stata sfiduciata, arriveranno carriolate di nuovi, freschi escrementi sulla testa degli italiani!
Gio, quando si presenta una moziono di sfiducia sapendo benissimo che non passerà, si rende il destinatario molto più forte di prima! Quello di Di Pietro, accoppiato alla lega, è stato un “coup de theatre” che ha sortito l’effetto contrario!
Sic et simpliciter, Jordi
Ecco, si chiama lliberalcattolicesimo al governo: liquidare l’insegnamento statale per affidare le pecorelle (spesso smarrite) ai sacri pastori.