
GIUSTIZIA E OMISSIONI
di Concita De Gregorio, “La Repubblica” del 7/07/2012
Troppo tardi e troppo poco. È per queste due ragioni che non si riesce a sentirsi davvero al sicuro, al riparo di una solida e limpida democrazia. È per questo che la sentenza della Cassazione sulla Diaz genera sollievo, sì, perché una pagina di verità è stata scritta e certo assai peggio sarebbe stata un’assoluzione generale. Ma non basta, non riesce a ripristinare quella forse ingenua ma formidabile e condivisa sensazione di libera cittadinanza, di fiducia nel rispetto delle regole fondamentali, di possibilità di esprimersi e di manifestare consenso o dissenso che c’era prima.
Prima di Genova, perché come le torri gemelle hanno segnato uno spartiacque per il mondo intero, il G8 ha scandito, in Europa, un prima e un dopo. Oggi la tenacia del sostituto procuratore Pietro Gaeta restituisce agli italiani una stilla di giustizia, ed è un’ottima notizia che qualcosa sia cambiato nel Paese e si possa ricominciare a farlo. Le pubbliche scuse e le pesanti meditate parole di Giorgio Manganelli, attuale capo della Polizia, fanno sperare negli uomini: perché le istituzioni sono gli uomini che le incarnano. Ciò non toglie che sia troppo tardi, e troppo poco. Undici anni sono il tempo che separa un bambino delle elementari dalla sua laurea, un esordio agonistico dal ritiro, sono il tempo di mezzo di una vita: troppi per aspettare i punti di sutura ad una ferita, quella che si vede sanguinare dalla testa di uno dei giovani della Diaz nella foto sui giornali che, identica di anno in anno, ferma il tempo da allora. Troppi per la ferita collettiva a un sentimento ormai in cancrena.
Quelli che di noi erano alla Diaz, quella notte, sanno come sono andate le cose da quell’istante esatto. Dalle 23.30 del 21 luglio 2001. Sono andate come la sentenza assai tardivamente conferma, come ricostruisce per una piccola parte degli eventi da cui restano tuttavia esclusi i mandanti. Lo sanno con la precisione di un ricordo indelebile che chi ha potuto e voluto ha certificato fin dalle cronache del giorno dopo, nelle testimonianze ostinate e reiterate in tribunale, in ogni occasione pubblica e privata. Non ci volevano undici anni per dire che stavano tutti dormendo, nella scuola, che le luci erano spente quando sono arrivati i mezzi della Polizia e a centinaia i caschi blu. Che i vetri sono stati rotti dall’esterno verso l’interno, i cocci delle finestre erano tutti dentro, non uno in cortile. Che l’irruzione è stata comandata a freddo, che chi dormiva si è svegliato e ha cercato di salvarsi correndo su per le scale ma molti sono rimasti dov’erano, invece, perché non capivano e non sapevano cosa dovessero temere, e sui loro sacchi a pelo sono stati massacrati. Che non c’erano passamontagna di black bloc in quella scuola, nulla è stato portato via quella notte che non fossero persone in barella.
Lo sappiamo da quell’istante perché lo abbiamo visto accadere minuto per minuto, abbiamo visto le luci accendersi dopo l’irruzione e sentito le urla salire lungo i piani, perché siamo entrati nella scuola subito dopo e a terra c’erano libri, diari, documenti, mutande, una bibbia in corridoio, una scatola di tampax per le scale, una copia del Don Chisciotte strappata, sangue dappertutto. Sangue sui registri della scuola, sulle maniglie antipanico delle porte, sui banchi, tantissimo sangue nei bagni. E quella scritta, comparsa subito, pennarello su foglio bianco, in inglese: non lavate questo sangue.
Abbiamo visto in quel cortile, quella notte, il responsabile delle relazioni esterne della Polizia di Stato Roberto Sgalla, braccio destro di De Gennaro allora capo della Polizia, parlare al telefono cellulare fino ad operazioni concluse, per così dire. Fino a che il novantatreesimo corpo è stato portato via in barella. E abbiamo sentito il questore di Genova Colucci dire, poche ore dopo, che Sgalla era stato mandato alla Diaz da De Gennaro stesso, in quelle ore assente da Genova. Salvo ritrattare anni dopo, a processo, e modificare la versione: a convocare Sgalla, ha messo a verbale Colucci, sono stato io.
Da questa nuova versione è scaturita la sentenza che certifica l’estraneità di De Gennaro ai fatti. Non fu il capo della Polizia, dunque, a disporre “la macelleria messicana” della Diaz — dice quella sentenza — né furono gli esponenti politici del centrodestra al governo presenti in massa durante le operazioni, nessuno dei quali ha mai pronunciato una sola parola di autocritica, di giustificazione, di spiegazione. Se ne deduce che gli alti dirigenti di Polizia ora sospesi dalle pubbliche funzioni, molti dei quali nel frattempo promossi a più alti incarichi e infine, undici anni dopo, condannati, abbiano agito quella sera di loro iniziativa: che abbiano disposto a freddo la mattanza senza essere stati da alcuno autorizzati a farlo. Così, una loro idea.
Ricordiamo a chi avrebbero potuto chiedere un parere, proprio lì sul posto e sul momento, se ne avessero avvertita l’esigenza. A Gianfranco Fini, allora vicepresidente del Consiglio e in quei giorni prima in visita alla sala operativa della questura poi, il sabato della morte di Carlo Giuliani, chiuso nella caserma di San Giuliano. A Claudio Scajola, allora ministro dell’Interno ma fin da allora evidentemente inconsapevole. A Filippo Ascierto, ex carabiniere e responsabile Difesa di An, in quei giorni a capo di una delegazione di parlamentari costantemente presente negli uffici di pubblica sicurezza: tra la sala operativa e il comando provinciale dell’Arma alla vigilia dell’assalto alla Diaz transitarono con Ascierto Giorgio Bornacin, An, eletto a Genova, Federico Bricolo, Lega, Ciro Alfano, Biancofiore, e Giuseppe Cossiga, eletto con Forza Italia. Fu suo padre Francesco qualche settimana dopo a pronunciare al Senato il celebre discorso in favore di Scajola, alla vigilia del voto che rinnovava al ministro la fiducia del Parlamento.
In assenza dell’accertamento di una responsabilità politica e/o gerarchica le condanne di Gratteri, Luperi, Calderozzi e dei loro colleghi nulla dicono su quale sia stata la catena di comando che ha disposto il massacro della Diaz e qualche giorno dopo quello di Bolzaneto, carcere dove i reclusi venivano picchiati in cella al suono di Faccetta nera nei telefoni cellulari, suoneria del resto in voga ancora oggi negli uffici pubblici delle principali municipalizzate romane, chissà se è al corrente Alemanno. Giova infine ricordare, per quanto ovvio, che a Genova era naturalmente presente Silvio Berlusconi, allora e per molto tempo ancora presidente del Consiglio. Della morte di Carlo Giuliani disse, quel pomeriggio: “Un inconveniente”.
Bene dunque che il clima sia cambiato, che si possa oggi salutare una pagina di verità con una consapevolezza collettiva che certo ci arriva anche dalle tragedie di Cucchi e Aldrovandi, chè il pericolo del sopruso vestito da istituzione è sempre in agguato. Bene le scuse, peccato per le omissioni. Resta ancora da scrivere, imminente, la sentenza per dieci manifestanti accusati di “devastazione e saccheggio”, termini adatti ad una guerra benché di guerre tra eserciti non si sia vista traccia, a Genova. Le guerre si combattono tra schieramenti avversi e in armi, non le combattono i cittadini che manifestano contro coloro che sono chiamati a garantire la sicurezza di tutti, anche la loro.
Per quei dieci manifestanti sono stati chiesti 100 anni di carcere. Anche dall’esito di quella sentenza dipenderà la possibilità che la ferita del G8 possa cominciare, con così grave ritardo e tante amputazioni, a chiudersi.
Sullo stesso tema leggete anche:
LA POLITICA ASSENTE di Livio Pepino, “Il Manifesto”
Categorie: Politica, cultura
È difficile trovare persone competenti su questo argomento, ma sembra che voi sappiate di cosa state parlando! Grazie
Io scommettoo che i vari Gratteri, Luperi, Calderozzi… nei prossimi anni saranno impiegati come consulenti esterni con cospicui compensi.
è anche per questo, dunque, che dovremmo riscrivere una nuova dichiarazione di indipendenza.
Indipendenza dall’ingiustizia, dalle menzogne, dai soprusi, dall’antidemocrazia, dai silenzi autoritari!
http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2012/07/04/nuova-dichiarazione-dindipendenza-fatta-in-casa-biosostenibile/
Un saluto da Vongole & Merluzzi!
Che tristezza assistere allo “scempio della giustizia” nella martoriata Italia che ” fu la patria del diritto, ora, invece, è il rovescio della legge” .
E che importa che……la menzogna sia stato il mezzo usato e condiviso da coloro che “consapevolmemnte” lo hanno messo in atto, se poi, non solo riescono a renderlo efficace, ma viene ad essere utile e proficuo per fapassare tanto e troppo tempo al fine di raggiungere quell’ambito miraggio che si tramuta in mèta sicura e certa: la prescrizione!
Chi detiene il potere riesce a utilizzare ” ingannevolmente la legge al servizio dei potenti” ed ifattore “tempo” ciò rende più facile e semplice(basta saper attendere!) . Giocare poi sull’ equivoco (proprio come avviene nel dialogo tra l’Azzeccagarbugli e Renzo) e sulle prove “costruite ad hoc”( vedi la presenza delle 2 bottiglie molotov – perfino un video le riprende nelle mani di un dirigente, messe in un contenitore di plastica coloro celeste) , portano poi i rei a sostenerle senza pudore e vergogna; ed è il momento in cui la parola non è altro che forma vuota e ingannevole: ma … come dice l’avvocato immorale ed imbroglione,… – “perché, vedete a saper maneggiare le gride, nessuno è reo, e nessuno è innocente”; “purchè non abbiate offeso persona di riguardo, intendiamoci”. Parole queste che attuano un rovesciamento radicale di ogni principio di diritto e che esprimono una denuncia sottintesa del Manzoni a questo episodio:
- “la giustizia degli uomini non difende gli umili da chi detiene il potere”.
Anche stavolta la conferma che viviamo in un paese in cui nessuno è in grado di prendersi una responsabilità
http://circolowickpick.wordpress.com/2012/07/08/diaz-il-paese-senza-responsabilita
a Mauro levrini….Credo che le fette di salame sugli occhi le abbia solamente tu. Sono state le bandier rosse a salvarci dal fascismo come affermi tu o di fatto gli americani che chi come te odiano alla morte..? Vorrei ricordarti inoltre che non appartengo a nessuno schieramento politico ma amo l’obiettività di giudizio e pertanto sono contro le marce della pace a senso unico,il disarmo a senso unico ,le accuse a senso unico ecc…Ti gioverebbe ricordare infine che tra quei delinquenti di pseudopoliziotti che hanno inveito contro quella povera gente non c’è nessun candidato al parlamento o onorevole che dir si voglia,mentre risulta che il padre di Giuliani siede nei banchi di montecitorio:ecco come si cavalca la giustizia in Italia…Vergogna per i polizotti e vergogna anche a tutta la Sinistra che prende le difese anche di chi è indifendibile. Ora la saluto e qualunque cosa scrive non le risponderò nemmeno più..
La favoletta delle mele marce e delle pecore nere raccontale a qualcun altro, per favore: interi reparti di carabinieri che si muovono contro gli ordini ricevuti ufficialmente non sono qualche mela marcia. Un’operazione pianificata come quella alla Diaz, che ha comportato l’utilizzo di 400 uomini, mezzi di trasporto, elicotteri, preparazione di prove false, personale che prima di entrare in azione si celava il volto con il foulard per non farsi riconoscere, non era l’accesso di follia di qualche testa calda. Le torture a Bolzaneto, con gli ispettori e il ministro Castelli che non vedevano nulla di anomalo, non erano lo scherzo pesante di qualche nostalgico del regime.
Se poi ti piace raccontare balle per divertimento, è un altro discorso.
Va dei Serpenti, manifestazione del 15 ottobre, davanti a me e qualcun altro, i fatidici black block si cambiavano gli indumenti nei blindati della polizia
Fausto, io personalmente non vedo nessuna giustizia, semmai al contrario, vedo istituzionalizzata l’antidemocrazia, fini, scajola, de gennaro sono ancora istituzioni dello stato, e allora, NULLA è stato fatto, o per meglio dire, si è istituzionalizzato, in modo ufficioso, l’ANTISTATO!
Il messaggio è chiaro, come ha dichiarato anche Antonio Manganelli nella sua relazione del 20 febbraio scorso: non è più importante capire se si commette un delitto o meno, ma che il solo manifestare, il solo scendere in piazza è già un elemento di colpevolezza.
In altri paesi certe dichiarazioni desterebbero scalpore, soprattutto se escono fuori dalla bocca del vicecapo della polizia all’epoca delle manifestazioni contro il G8 di Genova. Siamo però in Italia, e sappiamo che la catena di comando di Genova 2001 ha nel frattempo ottenuto avanzamenti di carriera e siede oggi ai vertici delle forze di polizia e d’intelligence del paese. Sappiamo che la Camera dei Deputati non ha mai voluto aprire una commissione d’inchiesta su quelle vicende. Sappiamo che si è voluto circoscrivere Genova a un enorme problema di ordine pubblico, che andava gestito con tutta la forza necessaria.
era presente anche il figlio di Francesco Kossiga, Giuseppe, stragista il primo aguzzino il secondo
Dove sta la giustizia!!!
La Giustizia è stata la prima ad essere rottamata, così che il cittadino che si sente vessato dallo Stato Iperliberale non sia messo in grado di chiedere alla Magistratura tramite un legale una tutela dei propri diritti.
Rottamata la Giustizia, il Potere non ha più limiti.
stimo Concita … e io mi vergogno …
Grazie Concita
Vergogna.
Se includiamo la corretta lettura delle leggi tra la giustizia, di Giustizia vera non ve ne è stata mai, al più suicidi per l’ingiustizia. Chi ha mai usato la corretta applicazione dell’IVA, secondo i moduli dei valori aggiunti? Nei supermercati nessuno. Non sappiamo come avviene lo scorporo dell’IVA da riversare allo stato. L’IVA sulle tasse, i cui valori aggiunti come si definiscono nessuno lo sa, non sappiamo con quali clisteri si gestisce. Chi gestisce correttamente i tassi effettivi annui, con formule di trasformazione adeguate, sulle tasse arretrate? A quale titolo punizioni e notifiche da capogiro? Allora i suicidi dei quali i governanti non sono responsabili, non ne sanno niente sui motivi.
Ecco, si è fatta finalmente giustizia su una pag. di storia, ance se con enorme ritardo.Ora mi chiedo quando si farà giustizia sulle pag.ne che hanno coinvolto gli Aquilani pestati a Roma o denunciati per l’invasione dell’autostrada A24. Di questo non ne ha parlato nessuno o quasi, come nessun o ci dice che fine hanno fatto i soldi raccolti dal disco per aq, o dagli SMS non siamo forse anche noi ITALIA?
Per aver partecipato – essendo un magistrato – a un corteo di protesta per i fatti di Genova nel luglio 2001 ebbi l’onore di essere oggetto di alcune interpellanze parlamentari con le quali si chiedeva il mio trasferimento per incompatibilità (?) dagli uffici giudiziari di Catania. Tra gli interpellanti,anche il senatore Francesco Kossiga! E’ una amara soddisfazione scoprire dopo undici anni che i manifestanti avevano ragione!!!
Adesso, Concita, cominci a frequentare i feudi giudiziari della fantorepubblichetta di salotto riportando i racconti dei cittadini che vi sono in trattamento o semplicemente citando ciò che si può vedere e leggere nella Rete Internet circa la “malagiustizia”, o meglio, la non giustizia. NULLUM IUS, SUMMA INIURIA.
ma….non è strano che chi deteneva il comando sia statopromosso? queste sono le solite cialtronere dello stto italino..vergogna!
Grazie per le tue parole, Concita.
Per me Concita De Gregorio sarebbe la persona ideale per rappresentare l’Italia e gli Italini nel mondo. La sua correttezza la sua serietà, la sua alta moralità, la sua compostezza ed alto senso di civiltà e professionalità che la distingue. A differenza di ladri,delinquenti,corrotti, puttanieri, mafiosi, puttane etc. etc. etc che occupano abusivamente le nostre istituzioni.
Concita scendi in politca. Se per te non è una brutta parola la politica a mio avviso solo tu puoi ridargli il significato perduto.
Devastazione e saccheggio per la Concita sembra un termine inappropiato…. .Quei dieci(li ha contati lei..? ) black block non sono meno scellerati dei poliziotti alla Diaz,semprechè la sua bandiera rossa non faccia due pesi e due misure. Ma si, quelle dei black block sono state solo ragazzate..vero ?
I black block sfasciavano tutto e i poliziotti guardavano! Invece pestavano gente seduta in terra a mani alzate. Anche chi non c’era ha visto tutto nelle riprese televisive (di canale 5, non di tele Kabul!) I black block li metterei al muro… insieme ai poliziotti violenti e corrotti. Le bandiere rosse hanno salvato l’Italia dal fascismo. Cerca di toglierti le fette di salame che hai sugli occhi!
Ben detto, Mauro ! Condivido parola per parola !!!
Mauro….è successa la stessa cosa a Roma il 15 ottobre! Io c’ero ed ho visto aggirarsi minacciosi i black block fin dal mattino! I poliziotti a distanza osservavano ed avevano un unico ordine: salvaguardare il perimetro dei ministeri dalle infiltrazioni di questi sinistri personaggi! Poi abbiamo visto com’è finita!
io il 25 ottobre a Roma non c’ero ma c’era mio figlio e ha visto ESATTAMENTE la stessa cosa che ha visto Nives !!! @Mauro: guarda oltre e sforzati di capire al di là delle apparenze chi siano REALMENTE i black block … non è poi così difficile capirlo !!!
Dieci sono gli imputati in quel processo: li hanno contati gli inquirenti, non Concita (quanto si eviterebbero figure da peracottari se ci si informasse, prima di parlare o scrivere!).
Nessuno dei black block più attivi negli incidenti di quei giorni è stato arrestato, visto che di fronte a loro i poliziotti arretravano o scappavano (si veda l’ignobile comportamento dei carabinieri davanti al carcere di Marassi, di fronte a quattro gatti con passamontagna calato sul volto!), ma contro gli altri manifestanti si scatenavano con inaudita violenza. Di tutto ciò che dico sono testimone oculare.
Quelli ora a giudizio sono imputati di devastazione e saccheggio. Non di omicidio, tentato omicidio, lesioni gravi, aggressioni premeditate, simulazione di reato, tortura, apologia di fascismo, falso ideologico, calunnia, massacro di persone innocenti.
Bene, i dieci devastatori avranno anni di detenzione da scontare in prigione (fino a 10). I responsabili degli altri reati indicati neanche un giorno: chi non è stato promosso è stato comunque coperto da indulto, prescrizione, attenuanti varie. Non un giorno di prigione a chi spaccava le teste, apriva le mani, spingeva la testa della vittima nel cesso al suono di “Faccetta nera”. Non un giorno di prigione al Placanica che uccise Giuliani, poi si scrisse lettere minatorie da solo e infine stuprò una ragazzina di 12 anni (bel tipino, vero?).
Per tutti questi scatta la prescrizione oppure è impossibile l’accusa circostanziata, visto che in Italia non esiste il reato di tortura. E non vanno in galera. E continuano a fare i poliziotti. Da 11 anni.
Chi ha rotto una vetrina o ha rubato succhi di frutta o prosciutto al supermercato “dì per dì” (sono reati anche questi, naturalmente!) non godrà di prescrizione o indulto e in galera ci finirà davvero.
Chi sta facendo due pesi e due misure? Concita De Gregorio?
Bastardi!!!
concita ti rispetto per quello e come lo scrivi!!
Non ci sono scuse, ma il problema era e rimane politico. Chi ha voluto davvero quella mattanza e perché? Chi ha taciuto per indifferenza, sottovalutazione, complicità politica? Chi si è ostinatamente opposto ad una commissione di inchiesta parlamentare che avrebbe potuto rispondere a queste domande e accertare le responsabilità politiche e quelle che sono sfuggite alla sede giudiziaria? Io aspetto ancora risposta ufficiale a queste domande. Una risposta ufficiale, perché quella pubblica ma ufficiosa la conosciamo tutti. Il capo della polizia De Gennaro non sapeva? Non ci credo. L’allora vice presidente del Consiglio Gianfranco Fini, ora terza carica dello Stato non c’era? Sappiamo tutti che c’era. Di Pietro sempre pronto a difendere la legalità ha sostenuto la proposta di una commissione parlamentare d’inchiesta? No, l’ha ostacolata con tutte le sue forze. Altri nella sinistra hanno sottovalutato quanto avvenuto, per timore di alienarsi le forze dell’ordine.
Però molti, nelle forze dell’ordine, si sono sentiti così tanto in difficoltà, da vivere vere e proprie crisi di coscienza. Ovviamente non erano alla Diaz. E molti di loro per questo motivo le forze dell’ordine le hanno lasciate, cercandosi un altro lavoro.
… Possibile che i grandi della terra ” NON SENTIRONO IL RUMORE ” ?
non bisogna dimenticare che si aspetta ancora di sapere chi ordinò la strage di Portella della Ginestra… i documenti d’archivio dovrebbero essere finalmente aperti ai ricercatori proprio quest’anno, 2012! Si può sapere qualcosa, dopo più di 60 anni? O gli americani non lo permettono ancora?
Nessuno ne parla e tantomeno i media!
E’ partita la raccolta firme per il referendum (abrogazione art.2- legge 1261 del1965)
per tagliare gli stipendi d’oro dei parlamentari. Ogni cittadino può firmare presso l’Ufficio Elettorale del comune di residenza entro il 26 luglio 2012 e bisogna raccogliere almeno 599.000 firme.
Diamo una mano a noi stessi, spargiamo la voce e andiamo a firmare.
COPIA/INCOLLA E FAI GIRARE
….e vai a firmare!
io non sono fascista e neanche comunista, sono per la libertà, ma chi toglie la libertà di una persona deve pagare con il propiro sangue.
gli autori di questa strage dovrebbero essere messi al rogo nella pubblica piazza per essere d’esempio a tutti quelli che devono far rispettare la giustizia.
vi odio e vi combatterò sempre lecchini del potere !!!
In quella buia notte “cilena” è stata sospesa la democrazia! Di questo turpe episodio programmato a tavolino, sono responsabili in primis SILVIO BERLUSCONI, Fini, Scajola e poi le gerarchie della polizia, le stesse di cui oggi si dice “peccato, perchè è stato decapitato il meglio dell’intelligence”! Questa sentenza non soddisfa appieno…dopo 11 anni non si sa ancora perchè e da chi sono state ordinate le vili cariche verso inermi ragazzi! Le scuse tardive suonano ipocrite, specie dopo i continui depistaggi e falsità resi alla magistratura dai protagonisti1
una giustizia che non fa giustizia NON è Giustizia……Mi riferisco alla legge il reato di concussione /collusione, quel battaglione era composta da 400 uomini pagano ( si fa per dire) in 25 manco un giorno in prigione e manco un giorno NON pagato, dovevano essere tutti sopesi dal servizio decorrenza immediata fino all’accertamento dei fatti e delle responsabilita sospeso il servizio e lo stipendio ( Ci avrebbero messo al massimo sei mesi a chiudere l’inchiesta) Ma perchè il PM non ha percorso la strada della collusione e correità? eppure ogni militare ha l’obbligo di rifiutarsi di eseguire ordini “criminali” e dununciare chi ki ha impartiti perchè il Giudice/i non hanno preteso indagini in questo senso? …La Concita dice cose che sappiamo ma lei che può ha preso la strada della denuncia in questo senso? ha denunciato il Pm per omissione di atti d’uffico? e insieme a lui i giudici che si sono occupati del caso in giudicato? il tempo per ricorrere in cassazione c’è ci faccia vedere se ha coraggio raccolga le firme per una petizione popolare da sottoporre all’alta corte …io firmo per primo…..Ma qui si parla e si .. aspetta si incassa e si condivide itroiti estipendi pensioni gratifiche rimborsi…. e ogni tanto qualcuno strepita per “distrarci” mi spice signora Concita se davvero la indigna questa cosa allora le rimane la via della raccolta firme .. ripeto se lo fa la mia è pronta auguri signora concita … non farà nulla? temo di si.
Cioè, fammi capire: chi non fa ciò che proponi tu (ma sei un magistrato? Io non sono sicuro che quella via sia percorribile) è qualcuno che si limita a “strepitare per distrarci”? Uno che non si indigna per davvero?
Io sono uno che ha partecipato alle manifestazioni di Genova durante il G8 del 2001. Sono uno che ha letto ciò che ha scritto la De Gregorio dal 22 luglio 2001 a oggi sull’argomento.
E non ti dico ciò che penso del tuo post per non essere volgarmente insultante.
ma quali scuse?!?!?!?! che tutti paghino davvero …prima che sia troppo tardi!!!
Scuse? tutti a casa e poi forse ne possiam parlare. Da un capo della polizia che guadagna più del presidente degli Stati Uniti ci aspettiamo qualcosa di più di semplici e inutili scuse. Ad esempio le sue dimissioni. Così come si dovrebbe dimettere da ogni incarico chi lo era all’epoca dei fatti, quel Gianni De Gennaro che non c’era, e se c’era dormiva visto che è stato prosciolto da tutte le accuse.
Mi sembra un po’ tardi per le scuse. Niente scuse per uno stato che a distanza di undici anni non ha nemmeno risarcito le vittime incolpevoli dei massacri compiuti dai suoi funzionari, i preposti alla sicurezza dei cittadini, non al loro scempio fisico e morale. Niente scuse, perché la morte di Carlo e Federico per moltissimi italiani pesa ancora come un macigno sul cuore, quei due ragazzi morti per niente, semmai ci sia una qualche ragione per morire a diciotto, vent’anni sono diventati figli di molti padri e di tante madri come me. E non si perdona mai chi toglie ad un padre e ad una madre la ragione delle loro stesse vite. Non sono rancorosa, al contrario mi piacerebbe saper dimenticare i torti, le offese, ma queste due vicende hanno segnato la mia vita in modo profondo, mi sono incazzata, ho pianto come se quei morti, quegli abusati fossero stati davvero figli miei. E se c’è una cosa che non riesco a sopportare sono le ingiustizie, da quelle piccole alle grandissime. Non si possono liquidare cose di questo genere e di questa gravità con un “ci dispiace, abbiamo sbagliato”, in questo paese c’è bisogno di gente che si assuma, e davvero le sue responsabilità.
Spero che Patrizia Moretti, la mamma di Federico, non accetti le scuse di Manganelli, non lo deve fare. Io non lo farei.
-
Non vi scusiamo, care istituzioni “alte” che non siete altro, che vi chiamiate Manganelli o Cancellieri fa lo stesso; appropò, qualcuno ha sentito Napolitano monitare circa la sentenza del G8 o è ancora tutto assorto fra cinghiali, merli e upupe in quel di Castelporziano? e Monti troppo professore per dire qualcosa da capo del governo, da primo ministro? e la politica “di sinistra”, quella che dovrebbe garantire per i cittadini, stare dalla loro parte si è espressa? Bersani, segretario del partito che vorrebbe governare l’Italia ha bofonchiato qualcosa?
Non vi scusiamo perché voi ci sfidate ogni giorno in un provocazione continua che non è più umanamente sopportabile. Non vi scusiamo perché non si premia né si promuove gente che aspetta una sentenza definitiva non su una contravvenzione per divieto di sosta ma per un massacro, per torture legalizzate dallo stato, visto che non fa una legge che le vieti e punisca ma al contrario si fa premura di premiare con avanzamenti di carriera i responsabili di quei massacri. Addirittura con cariche governative com’è accaduto per De Gennaro promosso a sottosegretario alla sicurezza da Monti dopo essere stato prosciolto da ogni responsabilità: all’epoca dei fatti di Genova era un capo della polizia a sua insaputa, evidentemente.
Non vi scusiamo perché in tutti questi anni pezzi dello stato si sono attivati in tutti i modi affinché non si arrivasse alle sentenze, non vi scusiamo perché gente che si macchia di crimini orribili quanto ingiustificati e ingiustificabili si manda via dalle istituzioni dopo cinque minuti e non solo in parte dopo undici anni o come è accaduto ai quattro assassini di Federico Aldrovandi mantenendola nel suo posto di lavoro come se niente fosse successo.
In qualsiasi posto di lavoro si viene cacciati per molto meno di un omicidio.
E non scusiamo la politica, specialmente quella di ‘sinistra’ che si è resa più volte complice dell’attuazione di provvedimenti tesi a proteggere e difendere i criminali di stato come l’indulto voluto da mastella per fare un favore a berlusconi ben sapendo che l’indulto non sarebbe servito ai cosiddetti ladri di polli ma agli stupratori della democrazia, della giustizia e della civiltà di questo paese.
Ieri la Cancellieri ha detto che la sentenza ha privato la polizia dei suoi uomini migliori; ecco, se quelli erano i migliori non oso immaginare di cosa sarebbero capaci i peggiori o semplicemente i mediocri.
Siamo in ottime mani, non c’è che dire.
Complimenti per la disanima nè rancorosa nè faziosa,che di solito tolgono valore ai fatti e alle cose,ma emerge il senso vero della vita ,dello stato e della democrazia.In una situazione del genere nessuno può chiamarsi fuori perchè non era lì. E’ IL SISTEMA CHE E’ MALATO E NESSUNO DEI POLITICI ITALIANI ESCE CON PAROLE DI VERGOGNA PER QUELLO CHE E’ SUCCESSO..GRAZIE,,
Una bella dichiarazione di verità, un resoconto millimetrico…Ma tardivo anche il suo, in questi termini così precisi! Pur tuttavia darei due valori a Giuliani (voi non avreste avuto paura per come si stavano comportando contro quel cellulare della Polizia? E senza via di scampo?) morto, ma sarebbe stato possibile morire in quelle condizioni…e i ragazzi svegliati e pestati in modo grave (ho conosciuto uno che finirà la sua vita in sedia a rotelle per i pestaggi di quella maledetta notte): un gesto pensato, voluto, messo freddamente in atto, con il placet di tanti personaggi che contavano e che ahinoi contano ancora, ma – me lo auguro – ancora per poco…Comunque la giustizia mi ha stupita. Ero convinta che tutto sarebbe andato in quel dimenticatoio pieno zeppo, più del vaso di Pandora! Però – non mi accontento mai – le punizioni le trovo troppo leggere, rispetto alla gravità del misfatto, compiuto con una divisa che dovrebbe tutelarci, non farci paura!
Renèe Torbianelli:
Come fai a giudicarlo un resoconto “TARDIVO”? Hai forse letto tutti gli articoli di Concita De Gregorio dal 21 luglio 2001 in poi? Hai forse mai trovato colpevoli reticenze nelle sue parole? Hai le prove di ciò che affermi? Se le hai, pubblicale! Io seguo Concita De Gregorio da una vita e ti posso assicurare che scrive le stesse cose da undici anni. Ma Concita De Gregorio non è nè un magistrato nè un politico. E' solo una giornalista. Una giornalista che sa fare bene il suo mestiere.
Oltretutto faccio notare che questo è un commento alla sentenza, avvenuta solo pochi giorni fa. Cosa vedi di "tardivo"? Quando doveva essere scritto affinchè tu lo giudicassi "tempestivo"? Dopo un paio d'ore? Adesso è troppo tardi?
***
ps: Anche questo libro del 2006 è “tardivo? Informarsi prima di dare giudizi affrettati sarebbe una buona regola:
“NON LAVATE QUESTO SANGUE” di Concita De Gregorio,
Ed, Sperling & Kupfer, ANNO 2006
http://www.sperling.it/scheda/978882004221
Una giornalista (o un giornalista) che commenta dopo due giorni si prende solo il tempo necessario per riordinare le idee! Per il commento “a botta calda”, ci sono i TG (quando non sono presi dall’afa di luglio, dall’ingorgo sulle autostrade e dalle raccomandazioni agli anziani per evitare di uscire nelle ore più calde).
Ma questi qui come fanno a vivere con se stessi senza sentire nessuna colpa? Proviamo ad incoraggiarli a suicidarsi. Dire che sono bestie è come offendere innocenti animali.
Lo Stato di Diritto In Italia è un virgulto debole. Al Contrario, il FASCISMO non è mai morto. Questa Sentenza DEFINITIVA è semplicemente STORICA!
La penso come te.
anch’io
Manganelli colto in privato…https://www.facebook.com/photo.php?fbid=3048040935150&set=o.232132366403&type=1&theater
…. Niente da gioire e niente da festeggiare ! E scuse ritornate al mittente !! A Genova nel 2001 sono stati sospesi i diritti, e chi adesso gioisce per la conferma delle “ridicole” condanne inflitte ai vertici della “catena di comando” accetta la tesi di chi sostiene che “qualche testa calda c’è ovunque”, dimenticando che la “diaz” è stato solo un episodio, quando per 2 giorni interi reparti di “pecore nere” hanno MASSACRATO sapendo di godere dell’assoluta impunità, inoltre non si dimentichi che allo stesso modo hanno “operato” polizia di stato, carabinieri e guardia di finanza …… a voi le conclusioni
Chi fossero i mandanti la sentenza della Casszione non lo dice, ma noi lo abbiamo saputo da sempre: Fini, Scajola, Bricolo, De Gennaro sono solo la manovalanza, il braccio armato della finanza internazionale, del Club di Bilderberg!
Una prova generale su come reprimere la protesta popolare in caso do golpe finanziario, con la svendita sella sovranità, economica e politica, del nostro Paese!
Esperimento riuscito!!!
Santa Concita, aiutaci tu!
Per chi non lo sapesse, per quei dieci manifestanti per cui sono stati chiesti 100 anni di carcere (di cui parla anche Concita nel suo articolo) è in corso una mobilitazione: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=3958089843024& con la campagna «Genova non è finita» (www.10×100.it), con un appello, già firmato da oltre 10 mila persone (tra cui Wu Ming, Moni Ovadia, Erri De Luca, Subsonica, Valerio Mastrandrea, Elio Germano e tanti altri) a cui invitiamo ad ADERIRE. Per non lasciarli soli, perché Genova non può finire così. Perché in gioco c’è la libertà di tutte e tutti. 11 anni dopo non possiamo permettere che vada a finire così, che 10 persone vengano punite per i 300mila CITTADINI di uno stato democratico scesi in piazza nel 2001.
FIRMA, SII SOLIDALE : http://www.10×100.it/set=a.1328319740415.2045588.1603594232&type=1&theater
Ho terrore.
Terrore che le forze dell’ordine invece di difendere le persone per bene dalle persone malvagie, pestino di botte, anche fino alla morte, i cittadini che manifestano per difendere diritti e dignità. Terrore per i miei figli.
Vergognatevi.
A pagare sono i Capi che hanno coordinato quel pestaggio squadrista!!! ma coloro che hanno fatto questo o sono in pensione o sono ancora in divisa, e questo non mi stà bene. Devono pagare anche loro, gli ordini vanno eseguiti, ma quando questi sono di buon senso e contro un “nemico” per cui la responsabilità oggettiva di avere fatto quell’infamia ricade anche e sopratutto su di loro. Ecco perchè dico che a pagare devono essere anche loro!!!
Niente di nuovo sotto il sole……nemmeno che la giustizia non è uguale per tutti. Vergogna infinita….senso di frustrazione, rabbia!
A “margine” volevo far notare che in prima istanza (fino a tutto ieri pomeriggio) i media hanno riportato la notizia che Giorgio Manganelli, attuale capo della Polizia, nelle sue scuse si rivolgeva ai cittadini che hanno subito danni (…) …il che da una parte ci poteva anche stare. MA E’ umanamente VERGOGNOSO CHE QUELLE SCUSE NON SIANO STATE RIVOLTE ed sacrosantemente estese AI CENTINAIA E CENTINAIA DI CITTADINI manganellati a sangue!!! Per lo più senza motivo, in quelle ore/giorni, senza distizione di sesso, età, appartenenza religiosa, politica ecc. …
Nelle ore seguenti (a partire da ieri sera tarda ora, stamani) la prima versione “escludente”, ha lasciato il posto ad un più generico “porge le sue scuse” PUNTO. Senza specifica alcuna.
E’ una sottilezza di linguaggio CHE LA DICE LUNGA!
Incluso il cambio di strategia comunicativa en cours de route.
…Se queste sono scuse…
concordo con Daniele,inoltre le scuse puo’ infilarsele,non servono solo “ipocrite scuse”
Anche per questo sono “comunista” !
Non possono esserci scusanti, né comprensione per fatti di tale gravità, E se la legge E’ UGUALE PER TUTTI, che lo sia davvero e vengano messi dentro i colpevoli, comandati e comandanti!
Lucida come sempre, la Concita.
Io non scuso nessuno.
“Non ci volevano undici anni per dire che stavano tutti dormendo, nella scuola, che le luci erano spente quando sono arrivati i mezzi della Polizia e a centinaia i caschi blu. Che i vetri sono stati rotti dall’esterno verso l’interno, i cocci delle finestre erano tutti dentro, non uno in cortile. Che l’irruzione è stata comandata a freddo, che chi dormiva si è svegliato e ha cercato di salvarsi correndo su per le scale ma molti sono rimasti dov’erano, invece, perché non capivano e non sapevano cosa dovessero temere, e sui loro sacchi a pelo sono stati massacrati. Che non c’erano passamontagna di black bloc in quella scuola, nulla è stato portato via quella notte che non fossero persone in barella.” Penso che i fatti si commentino da soli!
Io, 11 anni fa, scrivevo questo! http://www.ml-grafica.it/idee/polizia.html