I proclami. L’attacco a Napolitano. Le accuse ai leader. Il Tonino nazionale alza i toni. Per battere la concorrenza di Grillo
STRILLO DUNQUE SONO
di Denise Pardo
CRAXI COME TESTIMONE D’ACCUSA
E così proprio nell’anno dell’anniversario, vent’anni da Tangentopoli e da Mani pulite, il cerchio si è chiuso. Nel modo più clamoroso, in effetti, quello che nessuno avrebbe previsto: arrivare ad appellarsi a Bettino Craxi, l’uomo che per il pm Antonio Di Pietro, un ventennio fa, era la personificazione di tutti i mali del mondo. Oggi trasformato, nel momento dell’attacco al capo dello Stato per la vicenda della trattativa Stato-mafia, nel testimone d’accusa più attendibile per l’Antonio Di Pietro nel ruolo, invece, di leader dell’Italia dei Valori («Giorgio Napolitano era un uomo molto attento al sistema della prima Repubblica» aveva detto l’ex segretario del Psi). Non sarà che prima o poi Tonino Di Pietro finirà per citare quale vessillo di autorevolezza pure il cavalier Berlusconi?
LE URLA PER MARCARE IL TERRITORIO
Ma intanto, il cerchio si è chiuso. La Nemesi è compiuta. E si è alzato il tiro più alto del dipietrismo (più che un pensiero è uno strillo), l’urlo politico vitale per marcare il territorio e non lasciare spazio all’ex amico, ora rivale numero uno perché attentatore al suo stesso bacino di voti, cioè Beppe Grillo, il dittatore dello stato libero del Movimento 5 stelle. Come Grillo, almeno. Più di Grillo, possibilmente. Non si può dire che Di Pietro non ci stia provando. Il climax raggiunto con il Quirinale nel mirino e con il tormento a Mario Monti e al suo governo ( «Napolitano e Monti sono peggio di Berlusconi» ha tuonato: ecco qua, ci siamo quasi con la rilettura del Cavaliere) ha fatto di lui, ed è proprio quello che voleva, la pietra dello scandalo, la mina vagante del momento, la voce più forte (con il leader Pdl imboscato e Grillo raggiunto in corner nei toni) del vero partito in ascesa: quello del populismo. Nell’estate italiana, la più calda degli ultimi cinquant’anni per varie tipologie di temperature – il destino dell’eurozona, la crisi economica, la trattativa per la riforma elettorale – il leader dell’Idv, autocandidatosi a capo del governo anche a mezzo torta (la scritta “Di Pietro premier” ornava il dolce alla crema, pare da leccarsi i baffi, offerto dal deputato Francesco Barbato alla tradizionale festa del primo agosto nella Fontainebleau dipietrista, Montenero di Bisaccia), sta giocando la partita della sua sopravvivenza, visti i sondaggi alle stelle per Beppe Grillo. Con una svolta in vista della futura Terza Repubblica. Al diavolo la foto di Vasto (almeno per ora) quella di un anno fa appena: lui, Pier Luigi Bersani e Nichi Vendola sorridenti e saldi alleati. Al rogo l’apertura del Pd all’erotico centro di Pier Ferdinando Casini, allumeur della politica come solo un democristiano è capace di essere.
I DUE MOMENTI CHE GLI HANNO FATTO CAMBIATO STRATEGIA
Brandendo la bandiera più rossa che c’è, inneggiando a una sinistra-sinistra, un po’ Rifondazione, un tocco di Lega in salsa grillina, il leader Idv sta toccando l’apice di una strategia mediaticapolitica esasperata.Che vede la luce e inizia a montare in due momenti precisi. Quello dell’esito elettorale di maggio a Parma quando dati e analisi dimostrano che ben 51 dei cento elettori che avevano votato Idv alle regionali del 2010 hanno scelto il candidato grillino. E quello di Genova dove il travaso c’è, ma è meno pesante ed equamente diviso con la Lega: 37 voti perduti su cento per ambedue i partiti. Batoste diventate il giro di boa, la miccia per l’esplosione, spiegano al quartier generale dell’Idv. Per non parlare delle indicazioni assolute, in tempi diversi, venute fuori dalle candidature sostenute da Di Pietro ma alternative al Pd: quella di Luigi De Magistris a Palazzo San Giacomo a Napoli e quella di Leoluca Orlando, portavoce Idv, a Palazzo delle Aquile a Palermo. Intanto, nella pancia del partito l’attacco al Colle, la trama omicida nei confronti del Pd, i j’accuse a Vendola per la virata verso l’Udc, il secessionismo da un’alleanza collaudata creano non pochi sbandamenti. Il delfino De Magistris (molto in sintonia con il capo dello Stato) si barcamena, sembra non approvare e cinguetta appena può con Bersani che se lo acchiapperebbe volentieri. Il capogruppo alla Camera Massimo Donadi, uno dei pochi con un seguito personale, barcolla alle dichiarazioni sempre più al limite del suo leader e rilascia interviste strazianti («Di Pietro sta mandano tutto al macero») suscitando le ire del medesimo. Non c’è tanto da scherzare da quelle parti.
PARENTOPOLI
Come direbbe il compagno Tonino, Di Pietro predica bene ma razzola maluccio. Tuona contro la Casta, ma non perde un euro dei finanziamenti ai partiti. Predica meritocrazia e trasparenza, ma un canone culturale piuttosto ben accreditato nell’Idv (per scalare la ditta) è rappresentato dai legami familiari. Nel partito, un via vai di cognati deputati (l’onorevole Gabriele Cimadoro), di cognati di cognati (il deputato Ivan Rota), di ex mogli (Isabella Ferrara), di mariti di ex mogli (Armando Guaiana), di figli (Cristiano, consigliere regionale in Molise), tanto per citare solo alcuni. Senza dimenticare la presenza di fior di galantuomini come Domenico Scilipoti , Antonio Razzi e Sergio De Gregorioche permisero al governo Berlusconi di sopravvivere ancora quasi un anno, diventando così sostenitori del peggior nemico del loro leader. Un partito in preda a una precisa schizofrenia politica: l’Idv di Di Pietro rappresenta tutto quello contro cui lo stesso Di Pietro si scaglia virtualmente. E oggi anche chi lo sostiene fino in fondo gli chiede di farla finita con il familismo amorale e con l’arruolamento compulsivo, spesso imbarazzante.
SFIDA AL POPULISTA DIGITALE
Ma intanto il populista rurale Tonino (formidabili le foto in sella al trattore, lui che miete il grano, politico contadino contro premier operaio) ora sfida il populista digitale Beppe. Tutt’e due sono la declinazione della leadership assoluta, ma dalla fenomenologia agli antipodi: da una parte c’è l’arcaico «che c’azzecca?», interrogativo e quindi possibilista; dall’altra il «vaffa» definitivo del grillismo. Da aprile, le affettuosità reciproche di un tempo si fanno decisamente più isteriche. «Quello che fa Grillo lo facciamo pure noi», comincia a sottolineare Di Pietro. E anche: «Grillo vuole solo sfasciare, l’Idv vuole costruire». Così Grillo di rimando sul blog: «Proprio da lui non me l’aspettavo». Uomini forti che se le danno di santa ragione sul ring. Non proprio di santa ragione, secondo alcuni propensi a credere che il rapporto sia sì competitivo ma anche complice, sotto sotto.
QUANDO ERA A FAVORE DELLA TAV
In effetti la politica dipietrista, soprattutto quella balneare, assume a volte aspetti psichedelici. Qualcuno ricorda quando arrivava a Bruxelles un giorno sì e l’altro pure per sostenere con la consueta vis la Tav a ogni costo. È vero che allora era ministro delle Infrastrutture nel governo Prodi, ma che siderale distanza dal Di Pietro di oggi, pappa e ciccia con i cittadini della Val di Susa. L’anno scorso invece, a fine giugno, il funambolico Tonino agitò la piazza politica con l’annuncio che nel suo pentolone stava cuocendo l’Idv2, un partito popolare di massa né di destra né di sinistra. Allora Vendola commentò così il nuovo tazebao: «Di Pietro sente restringersi lo spazio a sinistra e si sposta a destra». A destra? Un’estate fa.
Ma la politica è sulfurea, è movimento, energia pura e impura, todo cambia. E questa volta più che mai visto che più di tutto sarà determinante l’accordo sulla legge elettorale, se avrà un impianto di coalizione o proporzionale. Solo allora si capirà il finale di partita, lato Di Pietro, e non è detto che non sia proprio un doppio con Grillo.
Categorie: Politica, cultura
Etichette: Craxi, Denise Pardo, di pietro, Grillo, parentopoli, populismo, Strillo dunque sono, tav

in attesa del nuovo articolo che Giacomo pubblichera’ trovo molto interessante al mattino leggere i commenti dei seguaci del blog,anche se non condivisi! la democrazia in questo caso è vincente!
a parte le idiozie di certi poveracci che leggo contro DPietro , DPietro NON è solo, c’è tanta gente che crede e ha fiducia in lui, è genuino, dice le cose in modo appassionato e ad alta voce perchè è nel suo carattere, pane è pane e vino è vino, al contrario di tanti buffoni e leccapiedi che parlano telecomandati, DPietro, da solo (senza la sinistra che ha FAVORITO l’ascesa del berlusconismo), ha fatto da portavoce a tanti come me che NON hanno voce contro l’armata berlusconiana per tutti questi anni vergognosi, nell’ IDV c’è tanta gente in gamba ed è una risorsa questo partito, da Sonia Alfano a Barbato, da Donadi a Pardi e tanti altri, i Giuda che si sono venduti e hanno pugnalato DPietro sono tutti con berlusconi …. uno, dieci, cento DPietro sempre !!
MICHELANGELO…le “idiozie di certi poveracci” le hai lette su questo blog? Beh, se è così, sappi che qui si dibattono temi in piena libertà, salvo quella di offendere. Per le offese passa a FB o al Bar dello Sport!
@NIVES, questa non la sapevo: sei stata esclusa dal gruppo “Italia dei Valori”?!
(Nives, e non ti vergogni?).
Ma allora è vero… oltre che arroganti, sono pure cretini.
Non sanno cosa di prezioso hanno perso.
Evidentemente quel segretario (oltremodo cafone) non accettava che nel gruppo una Donna esprimesse con tanta chiarezza la sua opinione, civilmente, e senza attaccare gli aderenti al gruppo ma obiettava, giustappunto e legittimamente, solo alcune scelte del segretario
(poveraccio, offententesi di lesa maestà).
Su Di Pietro: non è la prima volta che mi delude.
Devo dire, però, che Donadi mi è sempre sembrato persona competente (e, educato come è, immagino come deve sentirsi in mezzo a dei veri cafoni. Beninteso: non tutti).
Ciao Nives (ancorché ancora deboluccio, cerco di leggere tutti i tuoi “nutrienti” commenti, da ciò ne consegue che se esiste una Donna con le p…., bèh… quella sei tu).
ANTONIO…non credo che Tonino sappia che esiste un gruppo su FB a nome “Forum dei Valori” che agisce per togliergli voti più che per favorirne le simpatie! Diciamo che è frequentato e gestito da fans che non amano particolarmente il confronto. Quelli che vi entrano per dire la loro, vengono epurati seduta stante!
(auguri per la tua salute)
Da giovane, di pietro era un infiltrato nel movimento studendesco che faceva la spia per le forze dell’ordine (vi è un video dove un ex compagno di scuola del molisano ne da testimonianza), ora che è maturo (pensionato da un bel po di tempo) si è arruolato nel centro sinistra con un solo obbiettivo: dare una mano a Silvio. Poi è successo l’imponderabile e il molisano, improvvisamente, è diventato inutile, tutto qui. Ps: non sono pazzo, l’affermazione è basata sulla considerazione verso di me delle tantissime persone di ia conoscenza; altrimenti la precisazione andrebbe a confermare, ovvero a buttare il seme del dubbio, ciò che si propone di smentire.
Reblogged this on ANTONIO DE SIMONE PHOTOGRAPHER.
ragazzi…ma certo che andremo a votare…tutti…. perchè, si sa, il nostro peggior nemico è l’assenteismo!!! per non dire, domani, potevo farlo e non l’ho fatto…Ognuno di noi farà le proprie considerazioni e, per fortuna ancora in piena libertà di scelta, darà la sua preferenza a questo o a quel partito. Scelta difficile, senza dubbio, alla luce poi di affermazioni come queste, ancora di più… Ma nonostante non sia Antonino in cima alla lista delle mie probabili scelte elettorali, non me la sento di tacciare l’ex togato di comportamento simile a berlusconi o a grillo…sta sbagliando, sicuramente, ha paura di perdere voti, di veder sparire il suo partito, ma voglio credere nella sua buona fede…vogl
io dargli un’altra chance…non da elettrice, ma da cittadina..
Piuttosto che PD e altra monnezza simile, se dovessi decidere di andare a votare, l’unico che avrà il mio voto sarà Di Pietro….con tutte i suoi errori e distrazioni…..!
Ciro il voto è libero e segreto per cui……., ma non mi sembra una tesi esatta la Tua.se puo’ interessarti io continuero’ a votare per la monnezza!
purtroppo la politica dei partiti è arrivata ad un punto per cui la gente non si fida quasi piu’ di nessuno dei politici di oggi . Un giorno dicono una cosa il giorno dopo il contrario !! per questo il partito piu’ votato è quello dei “non elettori”. Anche io non so piu che pesci pigliare (saprei quali prendere ma per farli arrosto ). Di Pietro e Grillo non sono dei politici, come non lo era Berlusconi solo che tra questi c’è una piccola differenza Berlusconi è entrato in politica per risolvere i problemi suoi e della “famiglia” mentre credo che Di Pietro e Grillo lo abbiano fatto per i problemi dei cittadini (almeno lo spero)
ciò che mi lascia perplesso della sinistra anti-DPietro è che per 17 lunghi anni sono stati i più GRANDI ALLEATI di berlusconi e suoi soci leghisti, la sinistra è stata la vera FORTUNA di berlusconi in questi lunghi anni di berlusconismo ! è grazie a loro se berlusconi e lega hanno spadroneggiato in questo paese, questo per loro stessa ammissione e per incapacità conclamata, divisi in correnti, giovani soffocati dall’apparato sinistroide dei gerarchi, questo il presente ma è noto a tutti che anni fa Bertinotti “il radical-chic dei salotti Tv” ha sfasciato tutto ciò della filosofia di sinistra del povero berlinguer, bertinotti ha lasciato le macerie a favore della politica leghista, i quali hanno fatto il patto di governo e potere noto a tutti con berlusconi, la colpa è tutta della sinistra e poi adesso questi guardano a DPietro, hanno paura di chi non si allinea al loro apparato burocratico, hanno il pattume in casa (i loro gerarchi di partito noti a tutti …) e dicono agli altri che puzzano … tali e quali i berlusconiani !
Son molti i ladri di voti, modello “volo nel nidi del (cuculo) altrui”. Tra loro c’è sicuro Di Pietro, a me non m’ha mai convinto. A cominciare dall’abbandono senza spiegazioni ma plateale della toga.
Ondivago ed opportunista lui, ma pure gli elettori suoi e dell’altro neo-padrone di un partito (il grillo.casaleggio…), che fanno con Silvio i tre padroni…
Son molti i ladri di voti, modello “volo nel nidi del (cuculo) altrui”. Tra loro c’è sicuro Di Pietro, a me non m’ha mai convinto. A cominciare dall’abbandono senza spiegazioni ma plateale della toga.
Ondivago ed opportunista lui, ma pure gli elettori suoi e dell’altro neo-padrone di un partito (il grillo.casaleggio…), che fanno con Silvio i tre padroni…
ma dove si trova il forum dei valori?
E’ difficile capirlo anche resuscitare craxi cosa è servito !
(Y)
Penso che ognuno di noi alla fine andrà alle urne. Io sono sempre critica verso tutti i partiti, più o meno, ma con ciò non significa che verrò meno al mio diritto-dovere di elettrice! Il dibattito è utile, quando non trascende, in tal caso diventa rissa, che niente ha a che vedere con il civile confronto! Io sono stata esclusa dal gruppo “Italia dei Valori” per aver espresso la mia opinione, civilmente, e senza attaccare gli aderenti al gruppo, ma solo alcune scelte del segretario. Penso che ciò non costituisse reato di lesa maestà, ma tant’è me ne son fatta una ragione in tempi rapidi!
NIVES, per i cosiddetti “talebani” Donadi è diventato il demonio in persona e viene sollecitato a dare le dimissioni e a lasciare il partito. O viene chiesto a Di Pietro di buttarlo fuori. Solo perchè è in disaccordo con la politica del capo. Questa è la democrazia che regna nell’IdV. O , almeno, fra alcuni elettori dell’Idv. Sognano di seguire le orme di Berlusconi quando ha cacciato Fini dal partito.
Si può essere BERLUSCONIANI senza militare nel Pdl, lo sapevi?
E tu pensi che io potrei discutere con gente simile? Io che nella mia vita non ho mai avuto tessere di partito e ho ragionato sempre e solo con la mia testa?
GIACOMO…ecco su quel tema verteva il mio commento sul gruppo “Forum dei Valori”. In pratica io mi schieravo dalla parte di chi esortava Di Pietro – Donadi, Lannutti e Pardi – a moderare i toni e di abbandonare certe posizioni radicalizzate per tornare alla cosiddetta “foto di Vasto” (Donadi, Lannutti e Pardi), non gli ultimi sherpa dunque, ma nomi di un certo peso!
Neanch’ io ho mai preso tessere, proprio per conservare la mia autonomia di giudizio o proprio perchè questa non mi ha mai consentito di prenderne una!
La “berlusconianità” è una forma mentis applicabile ai supporters di tutti gli altri partiti!
Per chi votare? Siete tutti adulti e vaccinati, o no?
E’ infantile e qualunquista chi caldeggia il non voto! Delegare agli altri le scelte che dovremmo fare noi, non è una bella cosa! Salvo poi lagnarsi e imprecare: non si dovrebbe avere il diritto di farlo!
Per quanto riguarda Di Pietro io sto sempre con lui! E non è vero che sia rimasto solo! E non ha forse ragione ad attaccare chi vuole nasconderci la verrtà sulla trattativa?L’articolista viene sicuramante dal pozzo nero del Pd e fa campagna elettoraleTutti sappiamo quante cazzate si sparano in vista delle elezioni!
ARCANGELO, mi piace confrontarmi con chi non la pensa come me…su Di Pietro sono in disaccordo ma rispetto la tua opinione…sei uno dei pochi che vota IdV che ti esprimi in modo democratico e civile senza attaccare in modo cafone chi dissente…più i “dipietristi” scrivono e agiscono da “talebani”, più io mi allontano da Di Pietro…prova ad entrare nel “Forum dei valori” e vedi quanta democrazia regna in quel gruppo! Credo che sul web non esista un gruppo che faccia perdere voti all’Idv quanto questo fantomatico “forum dei valori”. Ma tant’è…
ps: Per quanto riguarda la tua opinione sul non-voto, poi, concordo con la tua affermazione al cento per cento!
Di Pietro,anche lui è una bandierina che ha sventolato finchè il vento dell’antiberlusconismo era alle stelle,i suoi voti voti dei delusi del pd ora si stanno dirigendo verso le 5 stelle del ducetto.Ora cerca di gridare di più per vedere se gridando riesce a ripartire,penso che per lui i tempi belli siano ormai alle spalle,anche nel suo partito tante brutte faccie che sono entrate e uscite,tutto serve per biscreditare
Un articolo vergognoso. Più fazioso che mai.
Anche questa volta non credo voterò……
è sempre stato solo contro tutti, anche dentro il partito che grazie a lui ha rappresentato tanti che come me NON avevano voce contro l’armata berlusconiana, per questo MI PIACE, lo voto e lo voterò sempre per quel che ha fatto da magistrato e ora fa da politico, nessuno è perfetto ma dà voce a chi come me, semplice cittadino, NON ne ha in questa palude di politica italiana, mi rappresenta appieno e lo voterò sempre !
poi quando sento destra e sinistra, macchè destra o sinistra, non esiste destra e sinistra! vedi la lega alleata per interessi con berlusconi… la sinistra, (un apparato di GERARCHI e mammut), ci sono persone che credono ancora in questa pseudo-sinistra (dei D’Alema,Letta, Bindi, Finocchiaro….?) , ancor peggio tristezza e PAURA sapere di uno che dopo aver fatto fallire il paese Italia per i propri interessi vuol tornare e chiede di essere rivotato, DPietro questo lo ha combattuto da SOLO (senza sta cavolo di salottieri di sinistra !!!) , nè destra nè sinistra abbiamo bisogno ma di gente con le palle e che spesso sono SOLI contro tutti questi GERARCHI e PARASSITI di destra e sinistra INCIUCIATI !
scusa Michelangelo ma prima che il tuo magistrato perfetto entrasse in politica(non certo secoli fa) ma per chi votavi? per la marchesa di roccacannuccia??
qualcuno mi dica qualcosa, la situazione che sembrava avesse qualche sviluppo positivo mi sembra più deprimente che mai. E io sconforto sta colpendo anche me
Ma allora chi votare? io mi sono stufato… Sempre solo i soliti o chi si comporta come i soliti.
Non so davvero, non è una provocazione
Quando uno rischia di annegare, annaspa nell’acqua e si attacca a tutto ciò che gli capita a portata di mano! Mi sembra una similitudine adeguata alla situazione di Di Pietro in questo momento! Cerco d’essere obiettiva al massimo, di analizzare le cose senza pregiudizi e soprattutto dimenticando che in un passato recente pensavo che Di Pietro potesse essere la persona che avrebbe fatto la differenza nello scenario politico. Linguaggio a parte , naturalmente, ma per essere un bravo amministratore non è necessario conoscere il lessico della Treccani a menadito….Poi non capisco cosa sia successo. Mania di protagonismo? Non sopportava di essere secondo a nessuno? Perché mi pareva che in linea di massima fossero d’accordo su quasi tutto. Possibile che le divergenze siano emerse tutte ora? Grillo può costituire un pericolo, se non c’è dall’altra parte una coalizione forte, perché alla resa dei conti OGGI non c’è partito che da solo possa governare. Il nostro eroe ha cominciato a far pipì fuori dal vaso all’installazione del Governo Monti, diventando parte dell’opposizione in antitesi ai suoi alleati. Certo anche questi hanno toppato in pieno sostenendo il Governo in momenti in cui avrebbero dovuto puntualizzare la loro posizione e difendere i lavoratori, massacrati da leggi e provvedimenti tutti a loro danno! Questi sono i risultati, abbiamo un paese di strilloni, nessuno in grado di risolvere alcunché, ma presuntuosi al punto da pretendere di farlo! Intanto siamo in balìa delle onde, senza legge elettorale, senza prospettive confortanti, e con la nuvoletta di Fantozzi che ci segue implacabile, rappresentata da Berlusconi che minaccia il suo ritorno!
sempre più convinta che non ci sia nessuno degno del nostro voto
Articolo malevolo. se dovessero scrivere del PD non basterebbe un’enciclopedia di insulti. Di Pietro come Grillo delegittimano i poteri politici. È questo il problema. P.s.: naturalmente già sapete che alle.prossime il PD non farà le primarie.
come dice Giacomo la sopravvivenza di DiPietro e dell’IDV dipenderà dalla legge con cui andremo a votare … per il momento non ci resta che osservare e valutare prima o poi tutti i cerchi si chiudono
Ho sentito sussurrare ad un certo sentore che Di Pietro potrebbe essere da sempre uomo dei servizi.
Ti garantisco che i due si sentono ancora. Ma è solo questione di soldi. Sempre la stessa storia. Lo so perchè tra chi ha organizzao la prima manifestazione di piazza Farnese a Roma nel 2009 c’ero anch’io. Eravamo tutti li….poi Tonino non firmò il contratto con casaleggio associati e da Kriptonite Di Pietro divenne un politico come tutti….sempre a disposizione se serve!
Nives, pensavo la stessa cosa, il pelato che falciava il grano e Tonino in sella al suo trattore, inquietante similitudine…
meglio soli che mal accompagnati.. PD, PDL ecc. hanno sempre appogiato il governo Monti che però ha sempre e solo pensato ai conti dello stato.. ma ai conti dei cittadini chi ci pensa ?
rimpiango i tempi in cui la politica era ideale e non percentuali.
Nives quel “quando c’era lui” fa tremare anche coloro che a quei tempi non erano ancora nati!!
La parte finale dell’articolo è importantissima. Il futuro dell’IdV dipenderà tutto dalla legge elettorale con la quale si andrà a votare. Se si voterà con un impianto proporzionale Di Pietro avrà – Grillo permettendo – qualche possibilità di portare dei rappresentanti in parlamento. Se si voterà, invece, con un premio di maggioranza per la coalizione (legge elettorale voluta dal Pd) credo che l’IdV rischi di scomparire.
Per questo motivo a Di Pietro conviene – per ironia della sorte – fare i l tifo per la legge elettorale auspicata dal Pdl (minipremio, da devolvere al primo partito, non alla coalizione) o – meglio ancora – per quella propugnata da Casini (niente premi, in modo da diventare l’ago della bilancia in Parlamento).
Chi vivrà vedrà…
Vedremo un Di Pietro a braccetto di Alfano, dunque, per portare avanti una legge elettorale che non punisca entrambi…. Per questo ha iniziato una rivalutazione dell’antico nemico!
vero, come sempre meditate le parole di Giacomo, spero di pubblicare la risposta perchè non sto bene e non mi sono mai riuscito ad applicare a fare un blog. Io comunque non so più che fare.
Troppo controverso, e pensare che anch’ io lo stimavo, mo adesso con questa antipolitica che s’è venuta a creare in questo paese fatico a digerirli !
Un’estate agitatissima per lo scoppiettante molisano, in crisi di visbilità e di voti! Ha provato ad amoreggiare con Grillo, che ha fatto spallucce! Non potendolo impalmare, prova con gli stessi metodi da tribuno a far sentire i suoi strilli! Certo che a vederlo in sella al trattore a mietere il grano nella sua Montenero di Bisaccia, mi ha portato alla mente “quando c’era lui”!