SIAMO UN POPOLO DI FURBI
di Francesco Merlo
Non sappiamo se compatirlo o fargli i complimenti, se Mario Monti è un illuso o e se il vero furbo è lui che, con un’astuzia semantica, aggredisce la furbizia che fa fessi gli italiani. Il presidente del Consiglio vuole che mai più in radio e in televisione vengano chiamati furbi gli evasori fiscali. Che sono invece delinquenti, malfattori, mascalzoni e fondamentalmente ladri. E se è difficile dargli torto, è forse ancora più difficile dargli ragione.
Si può infatti sorriderne, ripassando la lunga storia della lotta alla furbizia come natura italiana prima ancora che umana, e dunque paragonare Monti a Marinetti che propose di abolire gli spaghetti, a Mussolini che pretendeva il voi al posto del lei, a Cavour che si proponeva di ‘fare’ gli italiani, a San Francesco d’Assisi che li immaginava tutti innamorati di Madonna Povertà, a Dante che li spingeva ad essere fieri e ghibellini, a Mazzini che indicava come antidoto all’astuzia il pensiero e l’azione, a Garibaldi che li voleva tutti garibaldini. E Berlinguer ci voleva austeri, Pannella ci vuole libertari e libertini. … Solo Machiavelli pensava che non si può abolire la malizia italiana ma che bisogna domarla con il terrore; il bastone del comando contro il sotterfugio e l’intrigo; il timore al posto dell’amore per scansare tutte le trappole e le miserie della furbizia, tra le quali oggi c’è certamente l’evasione fiscale. E mi viene in mente quel film di Dino Risi che smonta ‘i mostri’ della furbizia non con la semantica ma con l’immagine terribile di Tognazzi che accompagna su una sedia a rotelle Gassman pugile suonato. Gassman fu suonato come gli evasori beccati a Cortina, come i divi dello spettacolo che nascondono il cachet, come i finti imprenditori che predicano il liberismo ma esibiscono la volgarità gaglioffa alla Briatore e intanto nascondono il gruzzolo nei caveau svizzeri o del Lussemburgo.
Sappiamo che Mario Monti, con la Guardia di Finanza, ha dichiarato una guerra militare all’evasione fiscale e dunque ora, come sempre accade ai generali combattenti, sogna di militarizzare l’informazione imponendole di rinnovare anche il linguaggio. Quel che manca all’Italia sono i soldi e quei pochi che ci sono se li godono illecitamente gli evasori. Sono furbi? Dobbiamo ancora chiamarli furbi? Diciamo la verità: è impossibile non condividere il senso di un appello che svela l’inghippo di un linguaggio che non è innocente perché con la sua potenza è servito e serve a far crescere il pelo sullo stomaco a generazioni di italiani e a far credere che sia quella — appunto, la furbizia — la vera virtù da perseguire, in luogo del senso civico. Monti ha ragione: se non siamo mai riusciti a diventare cittadini la colpa non è del cattolicesimo o della disomogeneità dell’Italia o della mancanza di senso dello Stato, o del familismo e delle mamme…. Noi siamo marchiati perché ci siamo innamorati di questa natura ribalda della furbizia italiana che è una potentissima ideologia con un solo comandamento: amare Dio e fottere il prossimo.
E però la guerra semantica non funziona perché il linguaggio non muta per decreto e lottare contro le parole è inutile oltre che ridicolo e mi vengono in mente le veline di ‘Striscia la notizia’ che vorrebbero dare all’espressione velina il significato di virtuosa, e la lotta che fu lanciata nel Pd contro il sostantivo compagno, e le ridicolaggini della lingua al femminile: ministra sì ma meglio ‘signora segretario’ dell’ancillare segretaria, e «dal nostro inviato/a» scrisse una volta l’Unità di Veltroni che sullo stesso argomento aveva un giornalista e una giornalista. Giorgio Manganelli, per combattere la natura italiana, pensava di abolire i concorsi. Prezzolini, nelle sue ‘modeste proposte’, proponeva di abolire le tesi, Pasolini la scuola, il gruppo 63 la sintassi e Nanni Balestrini addirittura la ‘a’ e la ‘b’. Secondo Natalia Ginzburg, gli italiani hanno sempre cercato di sostituire le parole vive con cadaveri semantici che ne attenuino i significati. Tra gli orrori del politicamente corretto ci sono il cieco che diventa ‘non vedente‘ e lo spazzino ‘operatore di pulizia‘. In ‘Amici miei’ questo vezzo dell’eufemismo viene preso in giro così: «Non si dice impotente ma ‘non trombante’». Berlusconi, che è maestro di commedia all’italiana, ha inventato per noi ‘utilizzatore finale‘, ‘cena elegante‘, ‘burlesque‘ e sono, per dirla con la Ginzburg cadaveri semantici che sostituiscono parole vive che invito il lettore a indovinare. E stavo per dimenticare la ‘escort‘ al posto di … e che dire dei furbetti del quartierino: per gli italiani sono eroi o malfattori, oppure eroici malfattori?
E però vero che certe invenzioni linguistiche, come la goccia cinese, hanno bucato la roccia dura del significato e modificato i più radicati punti di vista. Ci sono parole politicamente corrette che sintetizzano rivoluzioni epocali. Il negro per esempio è diventato davvero nero. E non è stata solo semantica la trasmutazione alchemica del frocio in gay. Persino il velleitario Mussolini riuscì a ribattezzare per sempre i pompieri in vigili del fuoco. Diamo dunque a Monti la solidarietà, ma anche la sferzante ironia degli italiani. Forse, per sfasciare la retorica del furbo, Monti dovrebbe restare nel codice italiano invece di dare alla sua guerra linguistica l’urto e l’impeto tedesco, lo Sturm und Drang. Insomma, anziché chiamare l’evasore gaglioffo e ladro (in tanti ancora sceglierebbero Barabba) potrebbe ispirarsi al genio italiano e fregarlo elevandolo ad un’altra nobiltà, quella di Ettore Petrolini.
Con la furbizia dei suoi ragionieri e dei suoi tecnici potrebbe scovarlo e intrappolarlo, smontarne tutte le astuzie e alla fine dimostrare non che il furbo è un malfattore ma che gli evasori non sono furbi perché, come diceva appunto Petrolini, appartengono alla nobile razza dei cretini.
Categorie: Politica, cultura
Monti non ha reso lo Stato italiano più credibile di quanto già non fosse. Godrà pure della fiducia dei suoi colleghi dell’Unione Europea, dei mercati, delle agenzie di rating e delle grandi concentrazioni bancarie; ma escludo che abbia convinto gli Italiani, o almeno la maggioranza di essi, della serietà e della bontà del suo governo. Intanto nell’esecutivo di Monti figura un evasore fiscale, il ministro Corrado Passera; poi qualche altro titolare di ministero o vice ministro risulta inquisito e mi sembra che un sottosegretario sia stato obbligato alle dimissioni perché non proprio esemplare come cittadino. Monti non sapeva nulla? O sapeva e ha voluto elevarsi al di sopra di una sciocchezza come il reato di evasione fiscale a carico di un banchiere da lui nominato ministro dello sviluppo? Se gli evasori sono dei delinquenti, cominci a liberarsi del delinquente cui ha voluto affidare un ministero così importante. Poi, per dimostrare che il suo è un governo tecnico, per dare un segnale di discontinuità con il governo o i governi precedenti e far salire anche di poco il tasso di credibilità della sua squadra, si è messo subito a fare il politico con esibizioni in conferenze stampa e dichiarazioni ai giornali e in televisione che lo hanno reso antipatico insieme alla Fornero, tanto facile al pianto quanto chiacchierona e avventata nei giudizi, oltre che poco competente in una materia così vitale come il lavoro. Un governo veramente tecnico prepara un programma di interventi, lo presenta alle Camere, ne ottiene l’approvazione e comincia ad operare concretamente, senza proclami e squilli di tromba, informando il Parlamento sulle iniziative che prende e chiedendone via via il consenso. Se non lo ottiene perché si rifiuta di fare gli interessi delle classi dominanti, ne informa il capo dello Stato e dà le dimissioni parlando col massimo della chiarezza in modo che i cittadini elettori capiscano bene di chi sono le responsabilità del suo fallimento. Adesso Monti ha dichiarato guerra agli evasori, che vanno definiti non furbi ma delinquenti, e intende condurla con tenacia e rigore, alla tedesca per intenderci. E magari si aspetta che gli Italiani lo prendano sul serio. Ancora “non ha capito che noi abbiamo capito” sin dai suoi primi interventi che una lotta generica all’evasione avrebbe colpito spietatamente solo gli Italiani che non possono permettersi di fare i furbi (o i delinquenti, come preferisce definirli lui e come pretende che vengano da noi definiti gli evasori fiscali).
Fornero, Passera, Monti, perché dovrebbero dare la vera caccia a chi li rende trionfatori del loro tecnicismo? politica zero, solo tagli abusi e agevolazioni per i potenti e potentati, la politica si fa per il popolo, con il popolo e per i tre sceriffi l’argomento non è di loro competenza!
Nuovamente concordo con Jordi !
Aggiungo che il 60% dei ricorsi in commissione tributaria viene accolto ! Questo perchè lo Stato non si interessa affatto di far pagare a ciascuno il giusto, ma si preoccupa esclusivamente di far cassa, spesso barando spudoratamente, con i piccoli e tralasciando di perseguire chi i soldi li ha fatti con i soldi, gli esportatori di capitali fatti con il “nero”, con la corruzione, con il malaffare.
La pressione fiscale intollerabile sui ceti medio bassi paradossalmente finisce per trovare alibi all’ evasione da parte dei grandi capitali : il patonza non mancherà di incassare voti anche per questo.
Monti, se fosse in buona fede, dovrebbe pensare che solo uno stato credibile può combattere davvero l’ evasione fiscale !
Uno stato credibile nel pretendere IL GIUSTO , quanto inesorabile con i cialtroni.
La credibilità dello Stato nei confronti del cittadino è ormai crollata in ogni settore e per questo l’ evasione fiscale trionfa !
La credibilità – e non l’ arroganza – dello Stato nei confronti del cittadino dovrebbe essere la vera priorità di un governo oggi in Italia. Invece siamo diventati sempre più la Repubblica di Cialtronia !!!
Per me non stanno facendo niente e solo fumo
Se la maggior parte delle entrate fiscali dello Stato proviene dai ceti meno abbienti, è quasi d’obbligo che il governo perseguiti soprattutto i piccoli evasori. Certo, l’evasione è un reato che va perseguitato senza pietà. Ma l’interesse pubblico (oramai parole vuote) vorrebbe che lo Stato inseguisse prima i grandi evasori e poi i piccoli. Tutti gli evasori si credono furbi. Ma Monti fa il furbo non andando a scalfire gli interessi dei più abbienti. Dunque, il suo è un governo antipopolare e, dunque, antidemocratico. San Giorgio Napolitano benedicente.
Non sono convinto del fatto che Monti stia facendo veramente la lotta agli evasori fiscali !! infatti non ha ancora fatto il patto che tutte le altre nazioni hanno fatto con le banche svizzere per colpire i capitali ivi depositati !!! di proposito,secondo me, rinvia il tutto permettendo ai titolari di quei conti di spostare i loro tesori in altri siti !! vuole abolire,anche se lui dice regolamentare,le intercettazioni,che sono tutt’ora una delle poche armi restate in mano alle forze dell’ordine per colpire il mondo del malaffare a partire dalla mafia,che indubbiamente è il più grande evasore in terra nostrana !! chiedere a Monti di combattere l’evasione e come chiedere alle mucche di fare la guardia ad un bel campo di grano tenero !!!
Che fine!!! Povera italia, con la ”i” minuscola!! Spero che non sia reato!!!
Ecco!!
Monti e Befera vanno perseguendo i piccolissimi evasori che nella maggior parte dei casi lo sono per “sopravvivenza”, quando la pressione fiscale supera il 20-30% diventa estorsione, schiavitù.Se ne guardano bene di andare a fare controlli nelle banche, multinazionali, attività commerciali che operano sullo Stato Italiano che essendo del VATICANO non pagano un centesimo di tasse allo Stato Italiano, ecc.ecc.
Gli evasori vanno combattiti. Monti deve trovare il modo per stanarli.punto…….
Detesto le moderazioni. Non sono espressione di Libertà. Fate prima commentare e se ritenete che vi siano sconcerie evidenti allora cancellate. Non è la stesa cosa che passare prima al vaglio.. Sono lontanissimi i tempi della Libertà.. purtroppo!
Un’analisi assolutamente ineccepibile, che in tanti facciamo, che dovrebbe far riflettere… ma chi.. poi è capace di tanto? Anche dopo aver detto eventualmente “E’ proprio così” nulla sarà cambiato nei comportamenti di quegli stessi condivisori. Perché nella stragrande maggioranza dei casi alla gente fote nulla se ha ancora almeno una fetta di pane ed un mezzo piatto di pasta e un accennato odore di fica e, soprattuto, una partita di calcio da guardare. Tutto nella norma dell’andazzo verso la dittatura planetaria. E l’ignavia di quella gente non è capace di concepire che il danno che stanno procurando non è a loro, ma agli altri e, soprattutto, ai loro figli e parenti stretti che, solo a parole si prodigano di voler bene!
giusto smettere di chiamare gli evasori furbi, giusto chiamarli per ciò che sono, delinquenti. certo, ancor più giusto sarebbe smettere di far finta di perseguirli ed iniziare a combattere veramente l’evasione fiscale, perchè i mezzi ci sono. basta volerli utilizzare
la storia insegna che le rivoluzioni.. purtroppo.. si fanno anche con le armi se non c’è altro sistema
sulla pagina di De Magistris c’è scritto “Solo movimenti politici rivoluzionari,pacifici,non violenti,possono rompere il sistema di poteri il cancro che vive di deviazione di Stato.”
guardare i commenti…
Non ho commenti,un articolo perfetto.
Ci vorrebbe tempo e ponderazione per commentare questo scritto di Merlo sugli italiani, e tempo per incorniciarlo e appenderlo al muro! Ma io non ho tutto questo tempo. Ne ho solo per ringraziare Giacomo per averlo pubblicato e per salutarvi tutti caramente.
Un abbraccio, A presto!
riposati e divertiti
Qui non si tratta più di usare l’aggettivo giusto o sbagliato, sarebbe sufficiente combatterla in modo adeguato e incisivo questa maledetta piaga dell’evasione, se così fosse, se finalmente questi delinquenti avessero le punizioni che si meritano a nessuno verrebbe più in mente di chiamarli furbi e il problema si risolverebbe da solo
Fisco, niente accordo tra Italia e Svizzera. Intanto gli evasori scappano
Nel Paese elvetico cresce l’opposizione popolare all’operato del governo di Berna. Così, mentre Regno Unito e Germania hanno portato a casa delle “intese lampo” (non oltre 6 mesi), Monti continua a promettere lotta senza quartiere a chi non paga le tasse, ma non trova risultati oltre le Alpi (Il Fatto)
COME NON DETTO !!
Per quanto mi riguarda “evasore” è già di per sé un aggettivo più che completo, perché lascia a ciascuno di interpretarlo con sinonimi più o meno insultanti. Non penso che una definizione decisa a tavolino tolga o aggiunga nulla alla sostanza. Per me un evasore è tutto, delinquente, farabutto, furbo,o come lo si voglia definire. Merita la galera e basta! Monti, invece di mettere condizioni di questo genere, dovrebbe sforzarsi di trovare sistemi per incastrarlo, poi lasci alla fantasia degli altri il chiamarlo come pare e piace!
Trito e ritrito ma sempre in auge!!
Petrolini insegna ridendo e scherzando, ma nulla al caso. Monti, non lo capisco come faccia uno si tanto studiato a perdersi su alcuni aggettivi con noi italiani che ci adeguiamo a tutto..bohhh e si che ogni anno viene aggiornato il nostro dizionario per molte parole nuove che fanno nascere…
in USa e GB ed in altri paesi li mettono in galera… l’evasione è un reato gravissimo che distrugge la società. I soldi se li portano all’estero (e per farli rientrare fanno lo scudo del 5% .. merde) poi tanto ce li riportano comunque. Io non credo prorpio che l’accordo con la Svizzera vada avanti, tanto chi decide è sempre la casta ossia la mafia.
perchè non chiamarli semplicemente delinquenti! e una volta scovati costretti a rendere il non-versato fino al pareggio? a costo di farli lavorare per pagarsi vitto,alloggio e custodia in carcere
buongiorno, mi sembra di aver letto da qualche parte che dei soldi che si recuperano dall’evasione, quando con grandi titoli si annuncia che qualche miliardario ignoto al fisco è stato scoperto,in realtà tornano nelle casse dello Stato meno del 10%. Tra ricorsi legali, inghippi burocratici che i furbi mettono in atto per tenersi quello che hanno a spese nostre. E intanto siamo sempre noi che paghiamo.
saluti